Cronaca

Violenza contro le donne, Della Giovanna: "Dato resta stabile, serve fare di più"

Il Comune di Cremona lancia progetti per le pari opportunità, per un impegno che va oltre la ricorrenza dell'8 marzo

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Per l’8 marzo il Comune di Cremona rilancia il proprio impegno sulle pari opportunità e contro la violenza sulle donne. Un lavoro che non si limita alla ricorrenza, ma che si sviluppa lungo tutto l’anno, attraverso iniziative e progetti strutturati.

L’assessore Marina Della Giovanna

E’ l’assessore alle pari opportunità Marina Della Giovanna a commentare: “Il Comune di Cremona, aderendo alla campagna nazionale di Anci Mai bandiera bianca contro la violenza sulle donne, ha scelto di mobilitarsi con un impegno continuativo. L’8 marzo è solo una tappa: in città ci sono molte iniziative che parlano di donne e di diritti conquistati con fatica dalle generazioni che ci hanno preceduto, diritti che però nella quotidianità vediamo ancora messi in discussione”.

Un ringraziamento particolare, sottolinea l’assessora, va anche alle realtà culturali che hanno aderito sin da subito alla campagna. “Ringrazio il Sovrintendente del Teatro Ponchielli, la prima realtà che ha affiancato il Comune. Ha colto immediatamente il senso di questa mobilitazione. E i dati europei più recenti ci ricordano quanto sia necessario continuare: l’Agenzia per i Diritti Fondamentali ci dice che la violenza di genere resta stabile, e questo significa che ciò che facciamo non è ancora sufficiente o va ripensato”.

Accanto alla campagna contro la violenza, il Comune sta lavorando anche sul bilancio di genere, uno strumento che misura l’impatto delle politiche pubbliche su donne e uomini. “Abbiamo avviato la raccolta dati interna e dal mese prossimo organizzeremo incontri pubblici per spiegare cos’è il bilancio di genere e perché è importante”.

Sul fronte delle violenze, la rete provinciale antiviolenza — di cui il Comune è capofila operativo — sta seguendo decine di donne con profili molto diversi, perché il fenomeno è trasversale. “La fascia d’età più rappresentata va dai 28 ai 57 anni. Il 65% sono donne italiane, il 35% straniere. Nella maggior parte dei casi si tratta di violenza psicologica, spesso accompagnata da violenza economica, fisica e in una quota minore sessuale. Un dato molto preoccupante è che nel 72% dei casi ci sono anche minori, che vivono la cosiddetta violenza assistita”.

Numeri che raccontano un fenomeno ancora lontano dall’essere superato: la metà delle donne si rivolge ai centri per essere ascoltata e ricevere supporto psicologico, mentre solo una parte sceglie di proseguire con la denuncia.
“Per questo il messaggio dell’8 marzo è chiaro: la Festa della Donna è un simbolo, ma il lavoro per i diritti e contro la violenza deve continuare ogni giorno – ha chiosato l’assessore.

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