Nek fa cantare il Ponchielli: l'energia degli esordi nel suo European Tour
La scaletta del concerto di lunedi sera è stata un'antologia del pop italiano, dalle intramontabili "Laura non c'è" e "Sei grande" a "Fatti avanti amore" e "Lascia che io sia", passando per la profondità di "Se io non avessi te" e la celebre cover di "Se telefonando"
C’è un filo invisibile che lega le notti ruggenti della discoteca Sky di Gadesco Pieve Delmona al velluto rosso del Teatro Ponchielli. Un filo lungo trent’anni, fatto di canzoni che sono diventate la colonna sonora di una generazione. Lunedì sera, in un teatro sold out, Filippo Neviani, in arte Nek, ha portato a Cremona una delle tappe più attese del suo “Nek Hits – European Tour 2026”.
Molti dei presenti al concerto si sono guardati negli occhi ritrovando, tra qualche ruga in più e la consapevolezza del tempo che passa, quegli stessi ragazzi che quindici anni fa urlavano a squarciagola “Laura non c’è” e “Sei grande” sulla pista dello Sky. Oggi quel tempio della musica ha lasciato il posto a un insediamento commerciale, ma la voce di Nek ha avuto il potere in questi 30 anni di riportare tutti a quell’energia pura degli esordi.
L’artista emiliano, nonostante i fitti impegni televisivi, ha un 2026 ricco di concerti: dopo le 13 date italiane ad Aprile sarà a Parigi, Stoccarda, Zurigo, Berna, Lussemburgo, Bruxelles, Londra, Madrid e Barcellona.
Sul palco nessuna sovrastruttura, Nek ha scelto il format asciutto del Power Trio: lui al centro, voce e basso, affiancato dai fedelissimi Emiliano Fantuzzi (chitarra e tastiere) e Luciano Galloni (batteria). Una scelta che ha mantenuto la promessa della vigilia: regalare la potenza della musica dal vivo attraverso arrangiamenti rinnovati, capaci di dare nuova linfa a classici intramontabili.
La scaletta è stata un’antologia del pop italiano: da “Fatti avanti amore” a “Lascia che io sia”, passando per la profondità di “Se io non avessi te” e la celebre cover di “Se telefonando”. Titoli come “Unici”, “Sei solo tu” e “E da qui” hanno composto un mosaico di ricordi che oggi sfida un panorama musicale profondamente mutato per linguaggi e produzione.
Eppure, a Cremona, la partita è stata vinta. Nek ha dimostrato che, sebbene i tempi cambino e le discoteche chiudano, la grammatica sentimentale scritta con il suo basso e la sua voce sempre impeccabile, rimane un punto di riferimento granitico. Per una notte, il Ponchielli non è stato solo un teatro, ma una macchina del tempo capace di far battere il cuore alla velocità di trent’anni fa.