Le aziende tra responsabilità, processi e prevenzione: seminario all'Università Cattolica
Il convegno è stato organizzato in collaborazione con la Guardia di Finanza. Presenti giudici, imprenditori e docenti: focus sul "modello 231"
I casi giudiziari in cui può incappare un’azienda, tra teoria e fatti concreti, anche grazie alla testimonianza di esperti e autorità.
Un tema solo apparentemente per addetti ai lavori, non nuovo ma di grande importanza, quello affrontato nell’aula magna del Campus di Santa Monica dell’università Cattolica di Cremona con un seminario dal titolo “Responsabilità amministrativa da reato degli enti: prassi applicative nel territorio”.
L’iniziativa, organizzata dall’Ateneo in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha riunito magistrati, docenti e imprenditori con un obiettivo chiaro: sensibilizzare le aziende del territorio sulla necessità di dotarsi di modelli organizzativi efficaci per prevenire e contrastare l’illegalità in tutte le sue forme.
Al centro dell’incontro il decreto legislativo 231 del 2001, che introduce la responsabilità amministrativa delle imprese per i reati commessi nel loro interesse da dipendenti o collaboratori qualora non siano stati adottati adeguati modelli di prevenzione. Un perimetro ampio, che spazia dagli infortuni sul lavoro ai reati di corruzione.
“Parliamo di un tema molto delicato – spiega il preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, Marco Allena – particolarmente rilevante in un territorio come quello cremonese, ricco di realtà imprenditoriali medio-grandi dotate di sistemi avanzati di controllo e prevenzione, ma che oggi possono confrontarsi direttamente con le principali autorità in materia”.
Sulla stessa linea il comandante della Guardia di Finanza di Cremona, Massimo Dell’Anna: “È importante accrescere la consapevolezza su una normativa in vigore ormai dal 2001, che prevede la responsabilità amministrativa delle imprese quando vengono commessi reati da cui traggono vantaggio economico. La legge contempla l’adozione di modelli organizzativi finalizzati a tutelare le aziende da tali rischi. Questo incontro, promosso anche con il supporto degli uffici giudiziari di Brescia e della Procura generale, serve proprio a sensibilizzare le imprese sulla necessità di dotarsi di questi strumenti”.

Dopo i saluti di Allena e del procuratore capo Silvio Bonfigli, i lavori sono stati moderati da Francesco Centonze, professore ordinario di diritto penale della Cattolica e tra i massimi esperti nazionali del tema.
A portare la voce delle imprese è stata invece Beatrice Buzzella, amministratore di Coim S.p.A. e Green Oleo S.p.A., nonché vicepresidente per le relazioni industriali dell’Associazione Industriali di Cremona.
“Sono qui per testimoniare – ha dichiarato Buzzella – che le aziende sono interessate a dotarsi di strumenti di tutela come il modello 231. I problemi vanno gestiti prima che accadano, attraverso un’organizzazione chiara in cui ognuno sappia cosa fare. Può sembrare banale, ma nella realtà non sempre lo è”.
“Dotarsi di strumenti di prevenzione e controllo significa effettuare analisi accurate dei rischi – conclude Allena -, anche in termini quantitativi, per misurarne entità e possibili conseguenze, che con il decreto 231 possono essere anche di natura penale. Questa è la vera novità introdotta dalla legge”.