Cronaca

Patteggia il finto carabiniere che truffò un'anziana: è un ex militare dell'Esercito

Due anni e dieci mesi per truffa e ricettazione. L'uomo aveva raggirato un'80enne a Montodine. Tra la refurtiva, anche gioielli appartenenti ad un'altra donna

La refurtiva recuperata
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Un militare dell’Esercito, Ciro Boccia, 45 anni, napoletano, incensurato, lo è stato davvero. Ma per truffare una donna di 80 anni  a Montodine si è finto carabiniere. L’uomo, che è stato arrestato dai veri uomini dell’Arma lo scorso 10 febbraio, ha patteggiato una pena di due anni, dieci mesi e 1.800 euro di multa per truffa aggravata e ricettazione. Assistito dall’avvocato Mimma Aiello, risarcirà la vittima con un assegno di 400 euro per i danni morali.

Quel giorno il 45enne aveva contattato l’anziana sul telefono fisso della sua abitazione, presentandosi come un carabiniere locale, dicendole che il figlio era stato arrestato perchè sospettato di essere l’autore di un furto di preziosi. Dunque, su richiesta del falso militare, la donna avrebbe dovuto consegnare tutti i gioielli che aveva in casa ad un collega di nome Marco, che aveva il compito di verificare la presunta provenienza illecita dei preziosi della donna.

Dopo dieci minuti, alla porta della signora si era presentato un uomo descritto come un 40enne di carnagione scura, con cappello con visiera e occhiali da sole. “Sono Marco”, le aveva detto, e l’anziana lo aveva fatto entrare. L’uomo aveva atteso in cucina mentre la donna raccoglieva i gioielli dai vari cassetti. La refurtiva, composta da collane, bracciali, anelli, fedi, medaglie e altri oggetti in oro, era stata riposta in una busta di plastica verde con raffigurato un cuore rosso.

L’avvocato Aiello

Poco dopo, quando ormai l’uomo si era allontanato, l’anziana aveva scoperto di essere stata raggirata dopo aver parlato con un vicino di casa. Insospettito dal suo racconto, aveva contattato il figlio della donna, che era accorso immediatamente, rassicurando la madre che tutto ciò che le avevano raccontato non corrispondeva al vero.

In quella stessa mattinata i militari stavano effettuando servizi di controllo per il contrasto ai reati contro il patrimonio, e avevano intercettato un’auto sospetta, una Taigo Bianca con a bordo il solo conducente, e ne avevano seguito gli spostamenti e le soste, compresa quella effettuata a Montodine. L’auto era stata fermata lungo la Paullese, a Spino ‘Adda.

Alla guida dei veicolo, preso a noleggio, c’era il 45enne, che era apparso subito nervoso al controllo e non aveva saputo dare una spiegazione convincente del motivo della sua presenza in zona. La perquisizione aveva permesso di trovare, all’interno di uno zaino e della busta di plastica verde che gli aveva dato la vittima, decine di oggetti in oro: collane, catenine, bracciali, orologi, orecchini, spille, anelli e fedi nuziali.

L’uomo era stato trovato in possesso anche di un portafogli nero con la placca con il simbolo della Repubblica Italiana e la scritta “Ministero della Difesa” e la tessera di riconoscimento per appartenenti alle Forze Armate, rilasciata all’imputato in qualità di militare dell’Esercito Italiano nel 2012 con il grado di caporal maggiore. Documento vero, ma scaduto.

Nel frattempo, i carabinieri, venuti a sapere della truffa a Montodine, avevano accompagnato l’anziana in caserma a Crema per formalizzare la denuncia. La donna aveva riconosciuto come suoi solo parte dei preziosi recuperati, quelli cioè contenuti nella busta verde. Tutti gli oggetti sottratti le erano stati restituiti, mentre gli altri erano stati sequestrati. Si era poi scoperto che il giorno precedente alla truffa di Montodine, a Milano era stata derubata nello stesso modo una 79enne che aveva poi riconosciuto la refurtiva ritrovata il 10 febbraio.

A Ciro Boccia, dunque, oltre alla truffa aggravata, è stata contestata anche la ricettazione dei gioielli appartenenti all’anziana milanese. Attualmente l’uomo, che ha ammesso le sue responsabilità, è agli arresti domiciliari nel suo Comune di residenza nel napoletano.

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