Economia

Più tutele per i rider: da Cisl Asse del Po piattaforma per un compenso equo

Dopo la nostra inchiesta sui rider "cremonesi" interviene il sindacato attraverso la Felsa, categoria che rappresenta lavoratori atipici, autonomi e somministrati

Il servizio di CR1
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Più regole in un comparto che oggi di regole ne ha ben poche. Prova ne sono le inchieste della magistratura di Milano che coinvolgono i colossi del food delivery. Negli ultimi anni le piattaforme digitali sono sempre più presenti nella vita quotidiana dei cittadini, anche il lavoro è cambiato: molte attività passano ormai attraverso app e algoritmi.

GUARDA QUI L’INCHIESTA SUI RIDER CREMONESI

Da qui nasce la proposta della Cisl Asse del Po di Cremona che tramite la categoria Felsa (lavoratori atipici, autonomi e somministrati) – presenta una piattaforma per un accordo collettivo nel settore delle consegne a domicilio, con l’obiettivo di introdurre regole in un comparto che oggi coinvolge decine di migliaia di lavoratori: i rider. La proposta parte da un principio semplice: non eliminare l’autonomia (la gran parte dei rider sono partite Iva) ma renderla sostenibile.

È necessario introdurre un sistema di compenso più certo: una base oraria garantita attorno ai 14 euro, a cui si aggiungerebbe una parte variabile legata alla distanza percorsa – circa 0,30 euro al chilometro – e al numero di consegne effettuate. Sono inoltre previsti compensi aggiuntivi per il lavoro svolto in condizioni più gravose, come nelle ore notturne (+20%), nei giorni festivi (+30%) o in caso di maltempo (+20%).

Oggi un rider non sa con precisione quanto guadagnerà a fine giornata, l’obiettivo è superare questa assurda incertezza. Un altro punto centrale riguarda l’algoritmo. “Attualmente – dice Manuel Giovanati, FelsaCisl – i criteri con cui vengono assegnate le consegne non sono trasparenti. La piattaforma propone regole chiare e verificabili, affinché i lavoratori sappiano come vengono valutati e possano avere voce nelle modalità con cui il lavoro viene organizzato.

“La proposta interviene anche sul piano delle tutele, prevedendo coperture economiche in caso di infortunio, malattia o maternità e rafforzando la sicurezza per chi lavora ogni giorno su strada”.

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