Vende i mobili, ma a pagare è lei. Oltre il danno, la beffa: imputato assolto
Invece di essere pagata, l'acquirente era stata convinta a fare una ricarica sulla Postepay. In aula non sono emerse prove contro il presunto truffatore
Nel settembre del 2020, Anna aveva pubblicato su Subito.it un annuncio per la vendita di alcuni mobili al prezzo di 300 euro. Era stata contattata per telefono, ma invece di essere pagata, ci aveva rimesso 250 euro. Oltre il danno, la beffa, in quanto Massimo, 47 anni, romano, l’uomo finito sotto accusa per averla truffata, ha incassato un’assoluzione “per non aver commesso il fatto”. A processo, l’imputato, per il quale anche il pm onorario aveva chiesto l’assoluzione, era assistito dall’avvocato Ugo Carminati.

Dopo aver pubblicato l’annuncio, Anna era stata contattata da una voce femminile, che le aveva preannunciato la telefonata del marito per mettersi d’accordo per l’acquisto dei mobili. La vittima era stata poi effettivamente contattata da un uomo. “Una voce maschile dal forte accento veneto“, aveva raccontato in aula. L’uomo le aveva fornito gli estremi in merito alle modalità per ricevere il pagamento, facendosi invece accreditare sulla carta Postepay la somma complessiva di 252 euro. “Il sistema mi aveva autorizzato solo per quella cifra”, aveva raccontato Anna, che poi aveva richiamato il numero di telefono con il quale era stata contattata, ma nessuno le aveva più risposto.
“Inverosimile e assurdo il racconto della parte offesa, che invece di essere pagata per l’acquisto dei mobili ha fatto una ricarica sulla Postepay, di fatto pagando lei”, ha detto nella sua arringa l’avvocato Carminati. “La voce maschile con cui ha parlato aveva uno spiccato accento veneto, mentre il mio cliente è di Roma, e poi non è stato provato che la carta Postepay fosse nell’utilizzo del mio assistito“.