Padania Acque, passa emendamento su limite mandati: acceso dibattito in consiglio
Il consiglio approva la modifica dello statuto, ma la precedente astensione al voto dell'assessore Pasquali in assemblea della partecipata accende il dibattito
Dibattito acceso in consiglio comunale sul tema della modifica dello Statuto Padania Acque Spa, e in particolare sulla votazione di un integrazione, che prevede il limite di 3 mandati per le cariche della società. Integrazione che è peraltro passata con 24 voti a favore e 4 astenuti (i consiglieri di FdI).
Oggetto del contendere è il voto di astensione espresso dall’assessore Simona Pasquali, che aveva partecipato all’assemblea della società partecipata su delega del sindaco. Astensione motivata, secondo quanto spiegato dalla diretta interessata, proprio dalla necessità, emersa nel corso del consiglio comunale di dicembre, di inserire nel nuovo statuto anche il limite dei mandati.
“La chiara indicazione data al sindaco dal consiglio comunale è stata disattesa dall’assessore, che ha espresso voto di astensione” ha evidenziato Andrea Carassai (FI).” Screlta che rappresenta una grave violazione del mandato fornito dal Consiglio comunale, che aveva votato a favore della modifica”. Il consigliere di Forza Italia pone quindi una questione politica: “Non esiste alcun obbligo di legge che imponga una limitazione dei mandati nelle partecipate, basta vedere Aem. Tanto che ci sono stati soggetti, espressione della sinistra, che hanno ricoperto ruoli per lunghi periodi. Allora perché quello che vale per una società del comune di Cremona non vale per una partecipata con oltre 100 comuni? Di fatto l’attuale maggioranza vuole solo impedire a un tecnico e a un amministratore di essere nuovamente indicati dai soci”.
“Rispetto alla proposta deliberativa Fratelli d’Italia si astiene sull’integrazione, in quanto riteniamo problematica e non convincente la proposta che prevede due liste per l’elezione del cda” sottolinea il consigliere Marco Olzi. “A renderci dubbiosi è il fatto che essendo una società privata ma gestita dalla politica, il creare un meccanismo di doppia lista vada a ingolfare i processi di un cda che non dovrebbe essere animato da dinamiche politiche ma volto esclusivamente a perseguire il bene della società”.
Sulf ronte della maggioranza, i consiglieri hanno invece difeso l’operato di Simona Pasquali e soprattutto la necessità del limite dei trem mandati. Come Riccardo Merli, secondo cui è “prioritario riportare la discussione sulla sostanza del provvedimento. La modifica proposta è prima di tutto una misura di buona governance. Introdurre un limite ai mandati significa favoriore ricambio, trasparenza e competenza”.
A concludere il dibattito è stata l’assessora Pasquali, che ha spiegato le ragioni del suo operato: “In consiglio si era detto che sarebbe stato opportuno inserire il limite dei mandati. Quindi ho portato questa istanza all’assemblea di Padania Acque. A quel punto il presidente ha chiesto la sospensione della seduta, a cui è seguita una discussione tra i soci. Tuttavia alla ripresa il presidente Chizzoli ha comunque messo ai voti lo statuto. E se fosse passata, non ci sarebbe stato modo di aggiungere questo ulteriore emendamento. Il 53% dei soci ha espresso voto favorevole per testo senza modifica quindi il 46% ha espresso astensione, proprio non per votare contro la delibera ma per valutare l’inserimento del limite dei mandati”.