Ritardo gara e proroga convenzione: l'illuminazione pubblica in commissione vigilanza
Ceraso chiede chiarimenti sulla proroga a Edison, evidenziando rischi legati alla legittimità e la necessità di un nuovo affidamento più efficace
La questione dell’illuminazione pubblica del Comune di Cremona approda in commissione vigilanza, in programma il 22 aprile (ore 17.30). A chiederlo è la vice presidente, Maria Vittoria Ceraso, a fronte della proroga dell’affidamento del servizio a Edison per 10 mesi, dopo la scadenza della Convenzione Consip Spa.
Questo perché nonostante la scadenza della convenzione fosse il 28 febbraio, “la procedura per l’individuazione del nuovo concessionario è stata indetta dal Comune di Cremona solo in data 26 febbraio, due giorni prima della scadenza” fa sapere la presidente della commissione Chiara Capelletti, nell’accettare la richiesta di Ceraso.
“Tenuto conto che il servizio di gestione della pubblica illuminazione risulta essere un servizio essenziale dell’ente, l’Amministrazione Virgilio ha ritenuto opportuno e vantaggioso, come si legge nella determinazione n. 331 del 27/02/2026, prorogare il contratto con l’appaltatore uscente Edison per il periodo di 10 mesi dal 01/03/2026 al 31/12/2026, rilevando che l’interruzione della prestazione determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che è destinata a soddisfare, nonché alla pubblica incolumità e sicurezza” si legge in una nota di Ceraso.
“Per tale periodo sarà corrisposto un canone ridotto pari ad Euro 1.239.937,63 oltre Iva al 22%, in quanto è necessario sottrarre dall’importo del canone originario il valore degli investimenti, che non saranno oggetto di proroga”.
“A fronte di questo, ho chiesto alla presidente della Commissione di Vigilanza Chiara Capelletti la convocazione della stessa per un approfondimento sulla legittimità della proroga” sottolinea Ceraso. “Il nuovo Codice appalti infatti prevede regole molto restrittive sul tema, in quanto sancisce che la proroga tecnica è un istituto eccezionale e straordinario che si applica solo in casi di necessità come ad esempio ritardi oggettivi e insuperabili nella conclusione della gara non imputabili a inerzia, colpa o ritardo dell’Amministrazione nell’avvio della stessa e può essere concessa solo per il tempo strettamente necessario a concludere la gara”.
Per la consigliera, quindi, “indire una procedura di affidamento due giorni prima della scadenza soddisfa formalmente il requisito letterale di avere una gara “in corso” ai fini della proroga ma potrebbe esporre l’ente a rilievi da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e a eventuali ricorsi se non si dimostra che non è frutto di una carenza di programmazione ma di eventi oggettivi, imprevisti e imprevedibili di cui però non si è data alcuna evidenza negli atti adottati dall’Amministrazione”.
Oltre al tema della legittimità, per Ceraso “in ogni caso non può definirsi né vantaggioso né opportuno prolungare ancora per 10 mesi la gestione della pubblica illuminazione ad un soggetto che, anche a detta dell’Amministrazione stessa, non ha fornito un servizio adeguato ed efficiente tenuto conto anche del fatto che la riduzione del canone da corrispondere durante la proroga ha come conseguenza che, fino al nuovo affidamento, non sarà investito un euro nella riqualificazione degli impianti”.
“Ho ritenuto giusto approfondire ed entrare nel merito della questione, in particolare perché si tratta del servizio di illuminazione pubblica” evidenzia Capelletti. “Certo, la commissione di vigilanza lo affronta su un piano tecnico amministrativo, di legittimità di atti.
Ma questi approfondimenti servono a capire perché, a fronte di un problema particolarmente sentito da tutta la cittadinanza, cioè l’inefficienza dell’attuale servizio di illuminazione pubblica, ci si trova ancora lontani da una soluzione e soprattutto viene prorogata per quasi un anno la gestione a un fornitore che non ho offerto un buon servizio” conclude la consigliera.