Cronaca

Carburante alle stelle, Cna: "Rischio grave sofferenza per imprese del territorio"

Prezzi ai distributori sempre più alti
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La crescita dei costi energetici sta delineando uno scenario di forte pressione per il settore dell’autotrasporto, pilastro fondamentale per l’economia della provincia di Cremona. A intervenire sul tema è Laura Martinelli, referente di Cna Fita Cremona.

“Negli ultimi giorni la rete distributiva locale ha registrato un sensibile innalzamento dei prezzi” fa sapere l’associazione. “Il gasolio ha raggiunto la soglia dei 2,10 euro al litro nelle stazioni self-service, superando i 2,40 euro al litro nel servizio servito. Sulle tratte autostradali, come la A21, si segnalano punte che arrivano fino a 2,60 euro al litro, livelli che destano forte preoccupazione tra gli operatori del comparto”.

Un quadro che preoccupa moltissimo gli addetti ai lavori. “L’andamento dei prezzi alla pompa che stiamo registrando in queste settimane non sembra riflettere in modo lineare i cicli di acquisto e raffinazione delle scorte, che sono avvenuti in periodi caratterizzati da quotazioni più basse”, sottolinea Martinelli. “Assistiamo a oscillazioni che appaiono poco coerenti con i reali costi di produzione sostenuti dalla filiera energetica”.

Secondo l’associazione, un esempio emblematico è rappresentato dal biocarburante HVO: nonostante la produzione nazionale da fonti non direttamente collegate al greggio e la presenza di un’accisa agevolata, il prezzo ha seguito un trend di crescita molto simile a quello del diesel fossile.

“Questo è un elemento che merita attenzione” prosegue Martinelli. “Parliamo di un carburante che dovrebbe rappresentare una leva per la transizione energetica del trasporto pesante, ma che oggi finisce per essere penalizzato da dinamiche di prezzo difficili da comprendere”.

Secondo l’associazione, per un territorio come quello cremonese, dove la logistica sostiene filiere strategiche come agroalimentare e siderurgia, l’incremento dei costi operativi assume un peso rilevante. Le stime indicano infatti un aggravio medio che può arrivare fino a 2.500 euro all’anno per ogni mezzo pesante. Il carburante, che storicamente rappresenta circa un terzo delle spese aziendali, è arrivato oggi a incidere tra il 40 e il 45% dei costi complessivi di esercizio.

“Per molte imprese di autotrasporto il carburante è ormai la voce dominante nei costi aziendali. Se questa dinamica dovesse consolidarsi, il rischio è quello di comprimere ulteriormente i margini delle aziende e mettere sotto pressione l’intera catena logistica” spiega ancora la referente Cna Fita.

Sul piano nazionale, nella giornata del 12 marzo 2026, il coordinamento Unatras ha incontrato il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, per rappresentare le crescenti difficoltà del comparto. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come la persistenza di prezzi elevati stia riducendo la liquidità delle imprese, rendendo più complessa la gestione ordinaria delle attività.

Per garantire la continuità dei servizi di trasporto, Unatras ha proposto al Governo alcune misure tecniche, tra cui l’accelerazione dei rimborsi accise trimestrali, la possibilità di dilazionare temporaneamente gli adempimenti fiscali e contributivi, la valutazione di un credito d’imposta per compensare gli extra-costi del carburante, l’aggiornamento dei costi di esercizio ministeriali e il rafforzamento della clausola di fuel surcharge nei contratti di trasporto.

Il Ministero ha confermato la propria attenzione al tema, avviando le verifiche tecniche necessarie per valutare l’inserimento di eventuali misure di sostegno nei prossimi provvedimenti governativi.

“Cremona, con una media prezzi che segue il dato regionale lombardo di 2,034 euro al litro, osserva con attenzione l’evoluzione della situazione” conclude Cna Fita. “La forte dipendenza del sistema produttivo locale dal trasporto su gomma (fondamentale per la movimentazione di latte, mangimi e prodotti ferrosi) rende prioritario un intervento di stabilizzazione dei costi, per evitare che le tensioni sui carburanti si riflettano direttamente sui prezzi finali dei beni di consumo”.

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