Le donne della Costituente: il lungo cammino verso la parità raccontato ai giovani
Sala Quadri affollata venerdì pomeriggio per il nuovo appuntamento del ciclo "Verso gli 80 anni della Repubblica" organizzato dalla Prefettura di Cremona per attualizzare i contenuti della Costituzione
E’ giunto al quarto appuntamento del 2026 il ciclo di incontri promosso dalla Prefettura di Cremona per preparare al 2 Giugno, 80° anniversario della Repubblica italiana, un percorso attraverso l’analisi degli articoli della Costituzione affidata ad esperti e rivolti in particolare ai giovani.
Venerdì 13 marzo in sala Quadri, si sono tracciate le storie delle ventuno donne che all’indomani della Liberazione sedettero nell’assemblea Costituente, attraverso il racconto di Angela Iantosca, giornalista e scrittrice che insieme ad Antonio Cappelletto, ha raccolto le loro biografie nel volume “Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione”, edito dalle Paoline e giunto alla sesta edizione.
Ritratti scritti come se fossero le protagoniste a raccontarsi in prima persona, un modo per avvicinare le loro esistenze a quelle dei lettori d’oggi attualizzandone il messaggio. Tra di loro nomi noti come quelli di Nilde Iotti e Lina Merlin, ma anche quelli di Bianca Bianchi che si batté per i diritti dei cosiddetti «NN», i figli di nessuno perché illegittimi e che la società condannava a uno stato di inferiorità civile; o di Teresa Mattei, chiamata «quella della mimosa» per l’idea di legare questo fiore all’8 marzo, che racconta delle violenze subite da parte delle SS e della sua lotta per l’accesso alla magistratura da parte delle donne e alla stesura dell’articolo 3.
A introdurre la conversazione davanti a un folto pubblico, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio che ha ricordato come ancora oggi sia incompleta la marcia delle donne verso una completa equiparazione agli uomini nel mondo del lavoro e negli incarichi pubblici.
“Dei 556 deputati eletti nell’Assemblea Costituente, 21 erano donne”, ha ricordato il prefetto Antonio Giannelli, sottolineando come i numeri parlino da soli, e ancora meno quelle che presero parte al gruppo ristretto di 75 persone incaricate di redigere il progetto di Costituzione. Eppure l’impronta della loro presenza è significativa in alcuni articoli, a cominciare dall’art.3 sulla pari dignità sociale e l’uguaglianza di fronte alla legge o come nell’art. 51, riformulato proprio su input di una delle donne costituenti e che fu alla base della storica sentenza della Corte Costituzionale che nel 1960 dichiarò illegittima l’esclusione delle donne dai concorsi pubblici, una decisione nata dal ricorso di Rosa Oliva, che si era vista rifiutare l’ammissione a un concorso del Ministero dell’Interno.
Prossimi incontri promossi dalla Prefettura e moderati da Giusy Rosato: giovedì 26 marzo, ore 15.00, per i docenti: Fulvio Ervas al Liceo Manin, sugli Art. 30-33, educazione e libertà d’insegnamento; e venerdì 10 aprile, ore 18.30 in sala Quadri
con don Bruno Bignami sull’art. 11 (“La pace: adesso o mai più”).