Politica

Riforma giustizia, il Psi di Cremona spiega le ragioni del "si"

Durante l'incontro, il Psi ha sottolineato l'urgenza di modernizzare il sistema giudiziario per affrontare le sfide attuali e garantire un giusto processo per tutti

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Riportare la riforma della giustizia su un binario concreto, lontano dagli scontri ideologici: è questo il messaggio emerso dall’incontro Le ragioni del Sì socialista, organizzato dal Psi di Cremona presso SpazioComune. Un appuntamento che ha voluto ribadire la visione del partito su un tema cruciale per il Paese.

Ad aprire il dibattito è stato il segretario cittadino Diego Rufo, che ha rivendicato con orgoglio il ruolo di primo piano del Partito Socialista nelle grandi riforme italiane. Per Rufo, la lotta per una “giustizia giusta” è la naturale evoluzione di un impegno storico: modernizzare le istituzioni per tutelare davvero la libertà dei cittadini.

Dati alla mano, Rufo ha tracciato un quadro preoccupante della situazione attuale, citando gli “enormi costi umani ed economici della malagiustizia nel 2024, tra errori giudiziari e indennizzi per ingiusta detenzione”.

Sul tema è intervenuto Ivan Fumagalli, sottolineando come “alcune battaglie civili, un tempo patrimonio condiviso del centrosinistra, abbiano oggi perso la necessaria centralità politica”. Più che una critica, l’osservazione di Fumagalli è una sollecitazione a “recuperare l’identità programmatica del passato”; al contempo, egli ha espresso “gratitudine al PSI per il costante impegno nel rilanciare la tradizione riformista sul territorio cremonese”.

Il segretario provinciale Alberto Gigliotti ha confermato il pieno sostegno dei socialisti alla riforma, spiegando che l’obiettivo è dare piena attuazione al principio del “giusto processo”, senza alcun rischio per la tenuta democratica.

Sui dettagli tecnici sono intervenuti l’avvocato Luigi Camurri, che ha approfondito la questione del “sorteggio come strumento per rompere gli schemi correntizi”, e Lorenzo Cinquepalmi. Quest’ultimo ha ribadito che “la separazione delle carriere è l’unico modo per garantire che il giudice sia davvero “terzo”, come vuole la Costituzione, mettendo fine alla confusione tra chi accusa e chi giudica”.

Cinquepalmi ha poi rispedito al mittente le critiche del fronte del “No”, “smentendo con fermezza che la riforma possa sottomettere i magistrati alla politica”. Al contrario, ha sottolineato come “il nuovo Articolo 104 ne blinderebbe l’indipendenza, descrivendo l’opposizione dell’ANM come una difesa di interessi di parte. Il “Sì”, conclude il PSI, è prima di tutto una garanzia di civiltà e libertà per tutti”.

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