Sallusti presenta il suo libro: "Liberiamo la magistratura da chi la tiene in ostaggio"
L'appello del giornalista scrittore a votare sì al referendum sulla giustizia per sradicare il sistema dalle correnti. Pienone nella sala della Società filodrammatica cremonese
“Dietro le quinte del sistema giudiziario c’è qualcosa che ha inquinato la democrazia: è un’associazione privata, l’Associazione nazionale magistrati, che ha preso possesso di una istituzione che è il Csm“. Lo ha detto il giornalista e scrittore Alessandro Sallusti, ospite ieri sera in una stracolma sala della Società filodrammatica cremonese per presentare il suo libro “Il Sistema colpisce ancora: Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici”.
L’iniziativa era promossa dal Comitato Cittadini per il Sì e dal Comitato Sì Riforma, impegnati sul territorio per informare i cittadini sui contenuti e sulle ragioni del referendum.
“Quattro o cinque anni fa”, ha detto Sallusti, “Luca Palamara ha raccontato insieme a me in un libro il sistema, ci hanno detto che fatto fuori Palamara e qualche amico tutto era tornato normale, ma in realtà tutto è rimasto come prima“.
Il volume rappresenta il terzo capitolo dell’inchiesta editoriale firmata da Sallusti, dopo “Il Sistema” e “Lobby & Logge”: libri-confessione nati dalle rivelazioni dell’ex magistrato Luca Palamara, che hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle correnti nella magistratura e dei meccanismi di spartizione del potere all’interno degli organi di amministrazione.
Nel sequel del libro, il giornalista scrittore documenta come “quel sistema correntizio che ha preso possesso in maniera praticamente illegale della magistratura sia ancora in piedi”. Come sradicarlo?. “Il 22 e il 23 marzo si andrà al voto per il referendum e gli italiani avranno la possibilità di farlo, andando a votare sì. Bisogna liberare la magistratura, noi abbiamo bisogno di una magistratura libera, indipendente, autorevole, e quindi bisogna liberarla da chi la tiene in ostaggio“.
“La riforma”, ha aggiunto Sallusti, prevede anche un fatto epocale per l’Italia, e cioè che i magistrati rispondano dei loro errori. Non si risolverà il problema di Garlasco o della famiglia del bosco, ma, ed è un esempio, il fatto che con questa riforma finalmente i magistrati pagheranno per i loro errori, si può immaginare che prima di arrestare qualcuno così, o di prendere provvedimenti a caso, e sto semplificando, uno ci pensa e sa che se sta sbagliando in maniera grave, poi ne risponderà, e già questo dovrebbe limitare i casi di giustizia bizzarri“.