Economia

Trasparenza alimentare e "Made in Italy": il Comune si muove a tutela delle filiere locali

Una mozione di Andrea Segalini e dei capigruppo di maggioranza sollecita l'amministrazione a farsi promotrice di un cambio di rotta dell'Ue in merito ai prodotti alimentari realizzati con materie prime estere

Andrea Segalini consigliere di Cremona sei tu
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Difendere l’identità delle produzioni locali e garantire al consumatore una trasparenza reale su ciò che porta in tavola. È questo il cuore della mozione presentata al presidente del Consiglio Comunale dai consiglieri Andrea Segalini , (Cremona Sei Tu-Virgilio Sindaco), prio firmatario e sottoscritta dai capigruppo di maggioranza.  Il documento nasce da una interlocuzione con Coldiretti e riguarda le attuali norme europee sull’origine “non preferenziale” delle merci, che spesso consentono a prodotti realizzati con materie prime straniere di fregiarsi del marchio italiano.

Al centro della questione c’è l’articolo 60 del Regolamento UE n. 952/2013. Secondo questa norma, se alla produzione di un bene contribuiscono più Paesi, l’origine è attribuita a quello in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale. Nel settore agroalimentare, questo si traduce in un’ambiguità pericolosa: un prodotto può essere etichettato come italiano solo perché lavorato nel nostro Paese, anche se gli ingredienti provengono dall’estero.

“Tale meccanismo — si legge nel testo — può generare ambiguità nella percezione del consumatore e distorcere la concorrenza, penalizzando chi sostiene i costi di una filiera integralmente autoctona”.

Per un territorio come quello cremonese, dove l’agroalimentare è il motore dell’economia e dell’occupazione, la posta in gioco è altissima. La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare una revisione della disciplina europea presso le sedi istituzionali competenti. L’obiettivo è ambizioso: escludere i prodotti alimentari dal criterio dell’ultima trasformazione o introdurre parametri molto più stringenti.

La richiesta passerà attraverso l’ANCI, la Regione Lombardia e i parlamentari nazionali ed europei del territorio. Oltre alla battaglia normativa, la mozione punta sulla sensibilizzazione. Il Comune è chiamato a promuovere iniziative locali con associazioni di categoria e consumatori per aumentare la consapevolezza sulla provenienza del cibo. Perché, come sottolineano i proponenti, il “Made in Italy” è un bene collettivo fondato su qualità e tracciabilità che va protetto senza esitazioni.

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