Cultura e spettacoli

Buffa racconta Bryant: quando l’emozione ha voce

A Cremona la tappa dello spettacolo teatrale dedicato al cestista Kobe Bryant attraverso il racconto dell'ex telecronista Federico Buffa

Federico Buffa sul palco di Infinity1
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“L’emozione non ha voce”, cantava Adriano Celentano nel 1999, mentre un Kobe Bryant appena ventenne iniziava la sua terza stagione NBA.

Eppure Federico Buffa ha dimostrato ancora una volta che l’emozione una voce ce l’ha. Eccome se ce l’ha. Soprattutto quando a usarla è un narratore esperto, temprato da anni di carriera.

Tenere con il fiato sospeso un pubblico che conosce già la storia non è sicuramente una cosa da poco. Quando poi narri le gesta di Kobe Bryant, uno degli sportivi più conosciuti di tutti i tempi, il compito è ancora più difficile.

Federico Buffa – Otto Infinito – Vita e morte di un Mamba”: questo il titolo dello spettacolo che ha fatto tappa a Cremona negli spazi del teatro Infinity1, che per l’occasione ha accolto appassionati della palla a spicchi ma anche allenatori, dirigenti e giornalisti legati al basket di provincia.

Un monologo di quasi 2 ore, senza pause, nemmeno per bere un bicchiere d’acqua, in cui Buffa ha riconfermato di essere uno dei migliori cantastorie in circolazione.

Sul palco con l’ex telecronista e il suo leggio, Alessandro Nidi al pianoforte, Sebastiano Nidi alle percussioni e Filippo Nidi al trombone.

La musica non sovrasta, ma accompagna il racconto grazie alle colonne sonore “rubate” alla grande Hollywood, da Star Wars passando per Indiana Jones e Lo squalo.

Kobe, Jordan, Phil Jackson e tanti altri: tutti parlano attraverso la voce del cantastorie al centro del palco. Tutti i presenti in platea conoscono, chi più chi meno, le gesta sportive del numero 8 e 24 gialloviola: i titoli vinti, la difficile relazione con Shaq e la passione per la pallacanestro, ma le rivivono attraverso il minuzioso racconto di Buffa che le arricchisce con particolari, curiosità e molto altro, in quello che diventa un grande omaggio allo sport e a un’icona moderna.

Prima dello spettacolo è stato poi lo stesso Buffa ad accogliere il pubblico all’ingresso, concedendosi a foto e chiacchiere, a testimonianza di come il vero protagonista, per quanto possa sembrare paradossale, non sia Kobe Bryant, ma proprio il narratore: un moderno Omero che narra la sua tragedia greca al pubblico.

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