Musica e legami al Filo, il concerto di Geodetiche per Occhi Azzurri riempie la sala
Teatro Filodrammatici gremito per il concerto jazz che ha unito musica e solidarietà a favore delle attività del centro CR2 Sinapsi e delle famiglie più fragili
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Una sala praticamente esaurita e un pubblico attento hanno accompagnato un evento capace di tenere insieme arte e solidarietà. Al Teatro Filodrammatici di Cremona si è tenuto il concerto del Geodetiche Quartet per la Fondazione Occhi Azzurri.
Sul palco il progetto “Geodetiche”, guidato dal pianista e compositore cremonese Fabio Arisi, ha portato un percorso musicale costruito su connessioni, frammenti e dialoghi tra linguaggi diversi, dal jazz all’improvvisazione, fino a richiami più classici. Una dimensione che ha trovato un riscontro diretto anche nel senso della serata, come ha ricordato il presidente della Fondazione Occhi Azzurri, Filippo Ruvioli.
“Questa è una serata per ascoltare musica, ma anche per far partire delle sinapsi, dei collegamenti, dei legami – ha spiegato Ruvioli sul palco -. Legami che per noi diventano la possibilità di realizzare i progetti del centro CR2 Sinapsi, dove ci occupiamo di famiglie come la mia, famiglie in cui arrivano bambini con disabilità gravi o gravissime che non hanno una cura”.
Il ricavato dell’iniziativa sarà infatti destinato proprio alle attività del centro e, in particolare, a sostenere le famiglie che faticano ad accedere ai percorsi terapeutici: “Abbiamo istituito un fondo di solidarietà al quale attingiamo quando le famiglie ci chiedono supporto. Serate come questa servono proprio ad alimentarlo, in modo da poter accogliere il maggior numero possibile di persone”.
Una risposta, quella del pubblico, che non è mancata: “È sempre bello vedere così tante persone vicine a noi. Sono relazioni, collegamenti, ed è questo il vero patrimonio della nostra iniziativa”.
Nel suo intervento prima del concerto, Ruvioli ha anche suggerito una riflessione spostando l’attenzione dal concetto di cura a quello del prendersi cura: “Per questi bambini non esiste una cura, ma esiste il prendersi cura. Stasera voi state facendo questo: vi state prendendo cura della mia famiglia e, più in generale, delle famiglie come la mia”.