Cronaca

Processo al tassista Giovanni Carrera: "Attorno a lui un clima di odio e gelosie"

Nell'aula penale del tribunale è stato sentito un testimone della difesa. L'imputato è accusato di calunnia e illecita concorrenza con minaccia o violenza

Giovanni Carrera
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Ha tantissimi clienti, lavora giorno e notte e attorno a lui si è instaurato un clima di odio e di rancori, soprattutto dopo i fatti incresciosi che lo hanno riguardato” (la condanna in primo grado a due anni e sei mesi per sequestro di persona e lesioni colpose gravissime nei confronti di Luca Lombardo, il 30enne di Cremona rimasto ferito gravemente la notte del 25 dicembre 2021 in via Mantova dopo essere caduto dal taxi in corsa). A parlare è un tassista cremonese chiamato a testimoniare dalla difesa del collega Giovanni Carrera, 72 anni, a processo per calunnia e illecita concorrenza con minaccia o violenza. 

“Ci sono gelosie tra colleghi“, ha raccontato il testimone, “il settore non è più quello di una volta, anche io sono stato denunciato. Su Carrera, si diceva che era stato aggredito e aveva preso un pugno. Prima andavamo tutti d’accordo, poi da parte della Cna è stato eletto rappresentante di categoria Catalin Cornovac. Per due anni una gestione fallimentare“. Clima di odio e rancori, il settore non è più quello di una volta». Sentenza il 19 maggio.

Secondo l’accusa, il 5 marzo dell’anno scorso, davanti alla stazione di Cremona, l’imputato non avrebbe rispettato l’ordine di arrivo dei taxi presenti, caricando un cliente che sarebbe invece spettato al primo tassista della fila. Uno dei colleghi che aveva assistito alla scena era proprio Cornovac, 47 anni, romeno, che si era avvicinato all’auto di Carrera per fargli le sue rimostranze.

Lui ha abbassato il finestrino con fare minaccioso“, aveva raccontato il romeno. “Chi ti conosce?, gli avrebbe detto Carrera, “chi sei tu per dirmi cosa devo fare?, io sono qui da quarant’anni e tu sei appena arrivato, non puoi darmi delle regole, ti faccio vedere chi sono io, io ti rovino”. Il 47enne sarebbe stato anche apostrofato con insulti razzisti: “romeno di m…”, la frase che Carrera avrebbe pronunciato. “Il tutto è durato una quindicina di secondi”, aveva spiegato il 47enne. “Poi lui ha fatto un gesto come per colpirmi e se n’è andato”.

Come testimone era stato chiamato anche il cliente che Carrera aveva caricato davanti alla stazione. “Conosco Carrera di vista”, aveva detto il cliente. “Ho preso il suo taxi un paio di volte, ma non siamo amici e non ci frequentiamo. Quel giorno lui era in stazione. Gli ho chiesto se era libero e mi ha detto di sì. Mi sono accomodato dietro, ma poi l’ho sentito discutere con un altro tassista. Ho visto un braccio entrare dal finestrino che cercava di colpire Carrera, ma da dietro non avevo una grande visuale“.

In aula, Cornovac aveva spiegato di aver spesso visto Carrera lavorare al di fuori degli orari stabiliti dal regolamento comunale e di averlo denunciato alla polizia locale più di dieci volte. “Lui non usa il pos per i pagamenti con le carte di credito e distribuisce biglietti da visita, ma non si può fare, è vietato. Uno di quei biglietti l’aveva dato anche a mio nipote, dicendogli ‘dì a tuo zio che se ha bisogno di lavorare mi chiami’”.

Il 47enne aveva raccontato anche di quando aveva risposto ad una chiamata arrivata dalla colonnina dei taxi: “era la voce di un anziano che mi chiedeva di andare in via degli Aceri, ma quando sono arrivato là non ho trovato nessuno. E’ stata una corsa a vuoto. Ci sono dei colleghi che si divertono, è una prassi di Carrera per far perdere la posizione ai colleghi. Sono tornato indietro, dietro di me c’era Carrera, mi sono insospettito“.

Il 72enne cremonese si è beccato anche l’accusa di calunnia, in quanto avrebbe incolpato il romeno, pur sapendolo innocente, di averlo colpito con pugni in testa e sulla mano, costringendolo a rifugiarsi all’interno del suo taxi per proteggersi dall’aggressione.

Carrera si era presentato dai carabinieri il 6 marzo e aveva presentato una denuncia orale contro il collega. Il 15 marzo il romeno aveva denunciato Carrera in Questura. Il 15 aprile il 72enne era tornato dai carabinieri per integrare la denuncia-orale, sostenendo di essere stato colpito con pugni in testa e sulla mano dall’altro tassista sul piazzale. Ai militari aveva riferito di essersi visto costretto a rifugiarsi nel suo taxi per proteggersi dall’aggressione che gli aveva procurato una distorsione del rachide cervicale: 10 giorni di prognosi, prolungata di 30 giorni dal medico curante. Per l’accusa, si tratterebbe di una calunnia. “Mai avuto scontri fisici col collega“, aveva giurato Cornovac.

“Io non faccio parte di nessun consorzio, non ho capi, mi invidiano perché ho molto lavoro”, aveva detto Giovanni Carrera fuori udienza. Il tassista è assistito dagli avvocati Marco Soldi e Paolo Bregalanti. Si torna in aula il prossimo 19 maggio.

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