Da Ravel a Philip Glass, suggestioni a quattro mani con le sorelle Labèque
Applausi in auditorium Arvedi per il nuovo appuntamento della rassegna dedicata al pianoforte
4 mani, due pianoforti a gran coda gemelli, altrettant interpreti considerati vero gioiello di settore. A tracciare il filo rosso, un ampio programma di sala che ha saputo coniugare impeto, armonia ed energia, con al centro la bellezza del mondo fiabesco trasposta in musica.
E come ogni buona fiaba che si rispetti ha saputo far sognare gli spettatori “Impressioni minimali“, il concerto andato in scena all’auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona e inserito nella seconda edizione della rassegna “il Pianoforte”.
Protagoniste d’eccezione Katia e Marielle Labèque, sorelle pianiste francesi note ed apprezzatissime a livello internazionale.
Dopo essersi avvicinate al re degli strumenti in tenera età, le Labèque hanno raggiunto la fama mondiale con la loro interpretazione contemporanea della “Rapsodia in blu” di Gershwin – uno dei primi dischi d’oro della musica classica.
Da lì concerti, collaborazioni con orchestre e compositori blasonati, tournée tra i teatri più prestigiosi al mondo – dall’Europa all’America.
Caratteristico, come detto, anche il programma di sala: ad incorniciare un celeberrimo “Ma Mère l’Oye” di Maurice Ravel, suonato a quattro mani, due brani di Philip Glass, compositore statunitense ancora vivente.
Un duo inconsueto, che traccia un’invisibile connessione tra la corrente impressionista (e tardo ottocentesca) del primo e il filone minimalista (e novecentesco) del secondo.
Da qui, anche il nome del concerto.
Ad aprire e chiudere la serata, quindi, due pezzi di un trittico operistico, pensato da Glass ispirandosi ai film di Jean Coutreau: “La Belle e la Bête” e “Les Enfants Terribles”, realizzati a Cremona nella versione per due pianoforti di Micheal Riesman.
In quasi due ore di spettacolo, sotto i riflettori dell’auditorium Arvedi Katia e Marielle Labèque alternano, a seconda dei momenti, forza e leggerezza, muovendosi con maestria sui tasti dei pianoforti.
Un viaggio, si diceva, a tratti “fiabesco” tra le pagine della musica classica moderna, terminato con due bis, “regalati” al pubblico: un Gospel di Margaret Bonds – compositrice americana molto amica di Martin Luther King – e “il Quarto Movimento” sempre di Philip Glass.
La rassegna ‘Il Pianoforte” prosegue mercoledì 25 marzo: protagonista il Maestro Andrea Lucchesini.