Igiene Urbana, esposto a Corte dei Conti e ad Anac su affidamento ad Aprica
Una parte dei consiglieri comunali di minoranza hanno presentato due esposti per chiedere conto della questione, chiedendo ai due organismi di controloo alcune verifiche
Chiarezza sull’affidamento del servizio di igiene urbana ad Aprica: questo quanto chiedono i consiglieri comunali Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami (Novità a Cremona), Andrea Carassai (Forza Italia), Marco Olzi, Chiara Capelletti, Luca Fedeli, Matteo Carotti, Carlalberto Ghidotti, Rosaria Compagnone (Fratelli d’Italia) e Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle – Cremona Cambia Musica), che a questo proposito hanno depositato due esposti, uno all’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’altro alla Corte dei Conti, per chiedere di di effettuare verifiche autonome su una serie di profili emersi nel corso dell’attività consiliare.
“L’iniziativa arriva al termine di mesi di approfondimenti istituzionali, tra accessi agli atti, lavori della Commissione di Vigilanza, interrogazioni e analisi della documentazione” si legge in una nota a firma del gruppo di consiglieri. “Un percorso che, secondo i firmatari, non ha trovato risposte pienamente soddisfacenti da parte dell’Amministrazione comunale su alcuni punti ritenuti rilevanti. Da qui la decisione di rimettere la questione a organismi terzi, con l’obiettivo di ottenere una valutazione tecnica e indipendente”.
“Nel dettaglio, l’esposto trasmesso all’Autorità nazionale anticorruzione riguarda i profili legati alla correttezza delle procedure, alla trasparenza amministrativa e al rispetto dei principi che regolano l’azione pubblica. Il riferimento all’Autorità, organismo preposto alla prevenzione della corruzione, evidenzia la rilevanza del tema sotto il profilo dell’integrità amministrativa”, continua la nota.
Tra le criticità indicate nel documento, “il venir meno dei presupposti originari dell’affidamento diretto”, ma anche le “modalità del subentro” del nuovo gestore, nonché il “venir meno del controllo pubblico”. I consiglieri chiedono quindi all’autorità di verificare la conformità dell’affidamento ma anche di verificare che non vi siano profili di rischio relativamente alla garanzia di concorrenza.
“Parallelamente, l’esposto inviato alla Corte dei Conti è finalizzato a consentire le verifiche di competenza in ordine agli aspetti contabili e alla gestione delle risorse pubbliche” scrivono ancora i consiglieri.
In questo caso, nel documento si ripercorre tutta la vicenda e si sollevano alcune questioni che per i consiglieri risultano dubbie, come la mancata rivalutazione economico-finanziaria dell’affidamento, ma anche il dubbio che l’assenza di una gara pubblica possa aver costituito un danno erariale, in quanto il Comune non ha potuto appurare se “la prosecuzione dell’affidamento in essere rappresenti la soluzione più vantaggiosa per l’ente sotto il profilo economico-finanziario”.
La minoranza fa poi, nell’esposto, un parallelismo con il caso di Lodi, e chiede alla Corte dei Conti “se la protrazione dell’affidamento in assenza di una rivalutazione economico-finanziaria strutturata integri una violazione dei principi di sana gestione finanziaria e di tutela dell’equilibrio economico del servizio; se l’ente abbia adempiuto agli obblighi di verifica periodica della convenienza del modello gestionale, anche alla luce delle modifiche intervenute nell’assetto societario del gestore; se la mancata attivazione di strumenti comparativi o concorrenziali, in presenza di mutamenti rilevanti del contesto normativo e societario, possa aver determinato un’esposizione dell’ente a un rischio di danno erariale”.
I consiglieri sottolineano come “il ricorso a queste sedi non rappresenti un atto di accusa, ma una richiesta di chiarimento nelle forme più appropriate, su una materia che riguarda un servizio essenziale per la città e l’impiego di risorse pubbliche significative”.
“L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attività di controllo politico-amministrativo svolta in Consiglio comunale, che trova proprio nelle autorità indipendenti il naturale punto di approdo quando emergono questioni che richiedono valutazioni esterne e qualificate”, conclude la stessa nota.