Cultura e spettacoli

Trent’anni di liuteria nel mondo, il Consorzio celebra a Cremona in Auditorium Arvedi

Concerto per i 30 anni del Consorzio Liutai “Stradivari”. Bilancio positivo tra promozione internazionale e oltre 500 missioni, con uno sguardo ai progetti futuri

Fotogallery Gianpaolo Guarneri
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Il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” Cremona ha celebrato i trent’anni dalla fondazione con un concerto affidato al Quartetto di Cremona All’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino.

Fondato nel 1996, il Consorzio riunisce oggi circa sessanta maestri liutai attivi a Cremona e nel territorio. In tre decenni ha promosso centinaia di iniziative tra concerti, esposizioni e partecipazioni internazionali, contribuendo alla diffusione della liuteria contemporanea cremonese e consolidando il ruolo della città come punto di riferimento mondiale per questo sapere. Il concerto è stato costruito proprio attorno al legame tra liuteria e musica, elemento identitario della tradizione cremonese. Un rapporto che non si esaurisce nell’aspetto artigianale, ma si traduce in una relazione continua tra chi costruisce lo strumento e chi lo porta in scena.

“30 anni di attività che sono volati, 30 anni di promozione di Cremona nel mondo, della liuteria cremonese che abbiamo esportato in ben 5 continenti, con oltre 500 missioni all’estero – ha spiegato il presidente Giorgio Grisales -. Con un contributo importante per il saper fare liutario e soprattutto per la promozione dei nostri colleghi, anche quelli più giovani. Il bilancio è nettamente positivo, ma è anche occasione per uno sguardo al futuro”.

Un futuro che si intreccia con i progetti della città: “Il futuro sarà molto collegato alla Fondazione Stauffer con il nuovo Politeama, qualcosa di molto interessante per quello che succederà per la liuteria cremonese, per proiettarla nel mondo e portare a Cremona una quantità importante di persone legate alla liuteria contemporanea”.

Sul palco il Quartetto di Cremona, tra le formazioni cameristiche più riconosciute a livello internazionale, con Cristiano Gualco e Paolo Andreoli ai violini, Simone Gramaglia alla viola e Giovanni Scaglione al violoncello. Un ensemble nato a Cremona e cresciuto all’interno di quella stessa tradizione liutaria che il Consorzio rappresenta.

Il programma ha accostato il Langsamer Satz di Anton Webern al Quartetto n. 14 in re minore “La Morte e la Fanciulla” di Franz Schubert, due pagine diverse per epoca e linguaggio ma unite da una riflessione sul tempo, sulla crescita e sul senso del percorso artistico.

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