Juvi in trionfo: vittoria convincente contro l'Urania Milano per 98-85 al PalaRadi
Con una prestazione collettiva superlativa, la Juvi conquista una vittoria fondamentale per la classifica e ribalta il -6 dell'andata. Prossima fermata Rieti mercoledì
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Juvi in trionfo: con una prestazione maiuscola sui due lati del campo, gli oroamaranto superano al PalaRadi l’Urania Milano per 98-85. Un successo fondamentale per i gigliati, che ribaltano il -6 dell’andata e sopravanzano in classifica anche Mestre, sconfitta nell’anticipo del sabato. Dopo una partenza un po’ timida a livello offensivo, è la truppa di Bechi a rimanere sempre con il naso avanti, con l’Urania che tocca il -4 al rientro dagli spogliatoi salvo poi essere rispedita al mittente.
L’avvio, come detto, è di marca Urania, brava ad innescare il proprio trio di frombolieri, con Taylor a scrivere il 9-4 dopo tre giri di lancette. Milano aggredisce le linee di passaggio, allora la coppia Allen-Garrett decide che è il momento di uscire dallo spartito: un paio di 1vs1 da playground danno il là ad un parziale di 14-2, con il tabellone che recita 18-11 e con coach Cardani che ferma la gara. Morse e Amato provano a scuotere gli ospiti, ma un ispirato Panni dalla panca tiene a distanza l’Urania (24-15 al 10’).
E’ ancora il capitano juvino a riaprire le danze nel secondo periodo, ma stavolta a svegliarsi è Milano con un bruciante controparziale di 7-0 per il -4. Panni è una furia e mette la tripla, prima di pescare Barbante sul perimetro completamente dimenticato dalla difesa ospite: due bombe in fila e doppia cifra di vantaggio ripristinata. Comincia un botta e risposta che per diversi minuti tiene le due squadre ad una decina di punti di distanza, prima di un paio di regali juvini a bonus esaurito, che sommati alla tripla dall’angolo allo scadere di Lupusor significano -6 Urania all’intervallo (48-42).
Quando, alla ripresa delle ostilità, Sabatini appoggia con nonchalance il -4, il copione della gara d’andata sembra scorrere di nuovo davanti agli occhi oroamaranto ma questa è una Juvi diversa: Allinei, nel primo tempo feroce su Taylor ma silente in attacco, prende letteralmente fuoco e con 10 punti praticamente filati – e la collaborazione di Allen – intesse un altro parziale juvino. 15 -2 in un amen e il pericoloso +4 diventa un comodo +17. Guai, però, a dare per morta l’Urania: coach Cardani ci parla sopra e rimette in campo Amato, che in un amen firma da solo l’8-0 milanese e lo svantaggio torna di nuovo sotto la doppia cifra. Tuttavia, la nuova parola d’ordine oroamaranto è “resilienza”: prima Vecchiola punisce dalla distanza una pigra rotazione avversaria, poi Panni azzanna la giugulare sempre dalla lunga in transizione. Nuovo +15 e assalto respinto.
Ricomincia il botta e risposta che aveva animato il secondo quarto, ma dopo un paio di minuti del quarto periodo la Juvi decide di averne abbastanza: altro break rabbioso, ancora di 14-2, e il vantaggio scollina il ventello al giro di boa. Si tratta di amministrarla e, a parte un paio di conclusioni un po’ affrettate, i gigliati non rischiano nulla chiudendo sul 98-85.
Sembra ormai quasi retorica, ma è un’altra vittoria del gruppo. Certo, senza la classe sopraffina di Garrett (24 con il 50% dal campo) e la capacità di Allen di fare molto spesso la cosa giusta sarebbe un’altra storia, ma i mattoncini piovono da più parti: della bidimensionalità di Allinei si è già detto, non altrettanto dell’11+5+5 di un Del Cadia versione tuttofare e con il solito apporto di energia e fisicità. Gli 8 assist di capitan Panni, chirurgico nell’innescare i compagni e con il solito killer instinct quando si tratta di scegliere il momento per una tripla, oppure il 15 di valutazione di Vecchiola con appena 5 punti segnati. Tutti, nessuno escluso, con una consapevolezza quasi mai vista prima.
La zona calda è sempre più lontana, ma è meglio andarci piano con i facili entusiasmi: mercoledì si va a Rieti, poi turno di riposo, poi altre due trasferte ravvicinate ad Avellino e Bologna. Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma se la chimica è questa…