Nuova Cremo con difesa a 4, Vandeputte esterno alto e ritrovato coraggio: musica, Maestro!
Torna il sorriso in casa grigiorossa: il cambio di modulo, le prestazioni dei singoli, i tre punti riconquistati sono solo alcune delle note positivo nel giorno dell'esordio di Giampaolo
Una scintilla. Così l’ha definita capitan Matteo Bianchetti quella fiammata che ha improvvisamente ha riacceso la miccia della Cremonese. Per esplodere di gioia c’è ancora un’impresa da portare a termine, ma intanto la vittoria di Parma, prima in Serie A al Tardini nella storia grigiorossa, ha detto che l’arrivo di Marco Giampaolo ha avuto un effetto defibrillante.
Mancava la vittoria da 15 giornate, una striscia negativa che aveva mandato al macero quanto di buono raccolto fino al 7 dicembre scorso, momento del picco grigiorosso dopo il successo casalingo con il Lecce. Da allora si erano inceppati gli ingranaggi dell’impianto costruito da Davide Nicola.
L’astinenza da successi e, ultimamente, da segnali confortanti viste le rese recenti negli scontri salvezza con salentini e Fiorentina, aveva indotto il club martedì a cambiare rotta. Mercoledì il ribaltone, con quel post frettoloso comparso sui social di Nicola a far storcere il naso ai tifosi: quanta urgenza per saluti, ringraziamenti e un finale troncato dalla crisi di risultati e gioco.
Ma la sensazione che la squadra volesse voltare pagina in fretta la si è avuta presto al Tardini, con quel coraggio chiesto dal Giampaolo-bis tradotto in una rete di passaggi magari non subito efficaci ma utili a tessere una nuova trama, nuove certezze.
La difesa a quattro impostata dal tecnico abruzzese che dopo la sosta dovrebbe riavere a disposizione Federico Baschirotto è il primo strappo alla regola stagionale. Filippo Terracciano riabilitato è la seconda svolta: finito in fondo alle gerarchie di Nicola (contro la Fiorentina gli aveva preferito Ceccherini), il difensore si è ben comportato da terzino destro, offrendo copertura e sostegno anche al centrocampo.
Ed in mediana, Giampaolo ha ribaltato tutto. Due moti perpetui, Alberto Grassi e Youssef Maleh, davanti alla difesa. Due esterni veri, Alessio Zerbin o Tommaso Barbieri a destra, Jari Vandeputte a sinistra. Il “diablo” belga merita un discorso a parte. Ha dovuto attendere quattro tecnici da quanto è arrivato a Cremona per giocare nel ruolo che lo ha reso implacabile in carriera. Esterno con Giuseppe Pezzella a coprirgli le spalle e tanto campo da attaccare, anche svariando, vedi gol bellissimo: l’arcobaleno disegnato sul campo con Jamie Vardy ha trovato in fondo alla corsa il primo gol in A di un super Jari, quasi alle lacrime per la gioia. Anche lui, tra gli utilizzati a singhiozzo da Nicola.
La rivoluzione di Giampaolo si è completata in attacco: Federico Bonazzoli ha agito quasi da dieci, dietro una prima punta che a Parma ha visto Antonio Sanabria modalità apriscatole e che nelle prossime settimane darà vita ad una sana concorrenza interna tra i vari attaccanti.
Coraggio: non chiedeva altro il mister. Giocare la partita e non subirla: musica per le orecchie dei tifosi delusi dagli ultimi tre mesi. Musica, Maestro!