Romanelli: "Deluso. La nostra battaglia ideale per il sì mai stata contro la Costituzione"
Il commento all'esito del voto dell'avvocato che a Cremona ha portato avanti le ragioni del sì al referendum costituzionale
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Per l’avvocato Alessio Romanelli, uno dei protagonisti cremonesi della battaglia per il Sì al referendum attraverso il Comitato ‘Sì alla riforma costituzionale articolo 111″, l’esito del voto “è stata una grossa delusione, abbiamo fatto una campagna convinta e non di potere per dare un contributo di conoscenza. E’ stato positivo lo splendido esempio di democrazia diretta previsto dalla Costituzione”, aggiunge sottolineando l’importanza dei dati dell’affluenza.
“Era un referendum di natura squisitamente tecnica”, aggiunge spiegando quale potrebbe essere stata una causa determinante nella vittoria del No. “Credo che gli italiani abbiano pochi punti di riferimento ai quali si aggrappano. Uno di questi è la Costituzione repubblicana perché nata all’esito tragico della fine del fascismo, quindi nel momento in cui sono chiamati a fare una modifica devono essere molto bene informati su quello che vanno a votare. Se non lo sono, nel dubbio votano no”.
Confrontandosi con l’avvocato Marco Ladu, professore di Diritto Costituzionale e sostenitore del NO, durante la puntata di stasera di Punto a Capo su CR1, è emersa un puntualizzazione. “Quando si chiama il popolo a votare per la Costituzione – ha aggiunto Romanelli – il risultato ha un risvolto politico che va al di là del testo del quesito. Tutti coloro che con me hanno combattuto questa battaglia ideale, non l’hanno mai fatto contro la Costituzione. Chi oggi dice che ha vinto la Costituzione dice una cosa sbagliata. La nostra è stata tutta una battaglia di natura ideale, ispirata da principi liberali e tesa a dare attuazione ad alcuni princìpi contenuti nella carta costituzionale”.
“Oggi si è sfatato un rischio potenziale“, il commento del costituzionalista Ladu, “che questa maggioranza potesse dare un colpo alla magistratura tendendo a scalfire un potere dello Stato che deve restare terzo e autonomo”. Per migliorare la giustizia servono altre cose, “servono modifiche al codice di procedura penale, spero che questo governo, se ha intenzione di prendersi cura degli italiani, riparta su questi temi.
Il Governo ha tutti gli strumenti, le forze e le competenze tecniche per affrontare i problemi della giustizia, lo potrà fare da subito se vuole. Se la maggioranza avesse cercato il dialogo e dato il tempo ai cittadini di comprendere quali erano le intenzioni, forse il risultato sarebbe stato altro. Ma queste belle intenzioni forse non c’erano”.