Dalla Cattolica alla Silicon Valley: il viaggio di sette studenti premiati da Cassa Padana
Sette studenti dell'Università Cattolica hanno ricevuto borse di studio per immergersi nell'innovazione della Silicon Valley
Cassa Padana ha assegnato anche quest’anno le borse di studio a sette studenti meritevoli del corso di laurea magistrale in “Innovazione e imprenditorialità digitale” che fa capo alla Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica.
Le borse sostengono la partecipazione al “Silicon Valley Immersion Program”, un’esperienza formativa internazionale dedicata all’innovazione e alla trasformazione digitale che ha permesso agli studenti di andare a San Francisco.
A spiegare l’importanza di questa esperienza è il responsabile del progetto e docente dell’Università Cattolica Fabio Antoldi: “Mettere un piede lì, girarlo, incontrare gli attori significa in questo momento per esempio vedere l’intelligenza artificiale tra due anni, tra tre anni. Hai proprio la sensazione di fare un viaggio in avanti nel tempo. È per questo che da ormai quattro anni con gli studenti delle Lauree Magistrali della Cattolica in particolar modo con quelli della Laurea Magistrale del Campus di Cremona troviamo il tempo, il modo per passare almeno una settimana a San Francisco ospite dall’University of San Francisco con colleghi docenti di Stanford e Berkeley che spiegano l’innovazione e le start-up”.
Proprio l’intelligenza artificiale è un tema caro alle nuove generazioni, come spiega uno degli studenti premiati con la borsa di studio di Cassa Padana, Gabriele Fiorani: “Abbiamo potuto toccare con mano tutte le dinamiche che qui vediamo ancora come lontane sono strumenti che ormai sono tangibili, concreti e reali già da un pezzo quindi sicuramente ci sono tantissimi concetti che qui vediamo ancora come distanti e lontani ma là invece sono già la normalità”.
Per gli studenti è stata l’occasione di imparare la cultura del fallimento, uno dei principi cardine dell’imprenditorialità americana. A raccontarlo è la studentessa, anch’essa vincitrice della borsa di studio, Giorgia Da Campo: “Mi ha colpito l’esperienza di Hap Klopp, il co-founder del brand ‘The North Face’ e appunto la sua storia è stata appunto bella perché di fatto ci ha raccontato la storia del suo successo che parte proprio appunto dai suoi fallimenti e dal fatto che il fallimento è appunto uno step ovvero una fase di un processo che poi porta al successo”.
Per Cassa Padana la consapevolezza di aver aiutato i giovani a sviluppare il proprio futuro, come sottolinea il responsabile relazioni di Cassa Padana, Fabio Tambani: “È un investimento che riteniamo strategico e importante, quello sulle giovani generazioni soprattutto sui giovani talenti, quelli che incorporano quelle competenze che arrivano dal percorso di studi, percorso formativo che svolgono all’interno dei nostri atenei. Riteniamo che sia importante perché le nostre imprese, il nostro tessuto economico ha bisogno di introitare, metabolizzare le nuove competenze necessarie per affrontare quelli che sono i mercati del futuro”.
Nella sede cremonese dell’università Cattolica, il campus di Santa Monica, il momento in cui cinque dei sette studenti hanno raccontato il loro viaggio a professori e rappresentanti di Cassa Padana e Università Cattolica. Per l’ateneo era presente il preside della Facoltà Marco Allena, il coordinatore del corso di laurea Matteo Cotugno.
Cassa Padana, fin dalle presentazioni delle lauree del primo anno accademico di questo corso magistrale, che rappresenta un unicum in Italia, sostiene lo studio, ritenendo che questo percorso formativo, insieme ad altri, rappresenti un’occasione per creare competenze nei giovani dei nostri territori, a beneficio del tessuto economico, ed in primis delle aziende, chiamate ad innovarsi per potersi rendere competitive sul mercato dei prossimi anni.
Per Andrea Lusenti, direttore generale di Cassa Padana “è un onore ogni anno assegnare queste borse di studio. Anche perché la collaborazione con istituzioni importanti del territorio, per Cassa Padana è fondamentale. I giovani sono nelle nostre corde e al centro dei nostri progetti. L’augurio che faccio agli studenti che ottengono questo riconoscimento è di mantenere l’impegno e la dedizione profusa in questi anni anche nel resto della carriera e della vita”.
ll corso di laurea magistrale in Innovazione e imprenditorialità digitale forma figure professionali sempre più richieste dal mercato del lavoro, a causa del forte sviluppo dell’Economia digitale: manager di progetti di innovazione (Innovation Manager) nelle imprese digitale, esperti di trasformazione digitale (Digital Transformation Expert), imprenditori digitali (Digital Entrepreneur), fondatori di start up innovative.
La prima caratteristica peculiare di questo corso di studi è la formazione di laureati magistrali nelle aree del sapere necessarie per creare, gestire, sviluppare imprese nell’economia digitale. Una seconda caratteristica è che gli studenti fin dal primo anno vengono coinvolti anche in un percorso costante di “learning by doing”, grazie alla collaborazione organica con un pool di imprese innovative e del settore ICT che fin dal primo semestre offrono ai partecipanti del corso una serie di attività integrative come workshop e seminari su temi tecnologici; project work (individuali e di gruppo); business game; mentoring da parte di manager e imprenditori; stage e microstage; hackathon e business challenge su problemi reali; possibilità di periodi di incubazione di idee e startup.
La collaborazione sistematica con le imprese digitali permette infine di offrire agli studenti occasioni per sviluppare le soft skills necessarie per operare con efficacia nelle organizzazioni, così come quelle utili per fondare e guidare nuove intraprese.