Virgilio: "Ora prioritario affrontare i veri problemi strutturali della giustizia"
Il sindaco all'indomani dell'esito referendario si appella a chi ha sostenuto il "sì": "Non servono muri o rivincite ma spirito di collaborazione"
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“Una bella giornata di partecipazione democratica. Anche nella nostra città tante cittadine e tanti cittadini hanno scelto di prendere parte a un passaggio importante per la vita del Paese, confermando un senso civico e una consapevolezza che meritano rispetto”. Lo scrive sulla sua pagina facebook il sindaco Andrea Virgilio all’indomani dell’esito del voto referendario.
“È un segnale significativo, che dice quanto sia ancora forte, anche a livello locale, il bisogno di essere coinvolti nelle scelte che riguardano le istituzioni e la qualità della nostra democrazia.
L’esito del referendum va rispettato fino in fondo dal Governo, non soltanto nel merito ma anche e soprattutto nel metodo. Non è più pensabile continuare a forzare così i passaggi istituzionali, trattando la Costituzione e le regole del gioco come terreno di parte. La Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza, e oggi i primi ad essere sconfitti sono proprio coloro che hanno gestito con arroganza questo processo decisionale.
“Adesso però serve uno scatto di responsabilità. Diventa prioritario affrontare i veri problemi strutturali della giustizia: i tempi dei procedimenti, la carenza di organici, il funzionamento degli uffici, l’accessibilità del servizio per i cittadini. E insieme a questo occorre favorire il ripristino di un clima di collaborazione tra i diversi operatori della giustizia, perché senza rispetto reciproco, senza equilibrio istituzionale e senza fiducia, nessuna riforma sarà mai davvero utile al Paese.
“Come amministrazione comunale restiamo in campo, con spirito istituzionale e piena disponibilità, per collaborare con le istituzioni della giustizia presenti e dislocate nella nostra città. Lo faremo come abbiamo sempre fatto: nel rispetto delle competenze di ciascuno, ma con la convinzione che il dialogo tra istituzioni sia una condizione necessaria per offrire servizi migliori, rafforzare la coesione e dare risposte più efficaci ai cittadini.
“Voglio ringraziare tutte e tutti coloro che hanno contribuito alla campagna per il No: chi si è esposto pubblicamente, chi ha animato il confronto nei territori, chi ha spiegato, ascoltato, tenuto aperto uno spazio di discussione seria. È stato un lavoro importante e prezioso.
“E oggi, proprio perché abbiamo difeso un principio democratico, dobbiamo saper costruire ponti. Anche verso chi ha aderito alla campagna del Sì. Non servono muri, rivincite o caricature reciproche: serve aprire, serve ascolto, serve la capacità di tornare a parlarsi nell’interesse del Paese. L’Italia ha bisogno di riforme vere, condivise e credibili, non di prove di forza. Ha bisogno di istituzioni che uniscano, non che dividano”.