Cronaca

Blitz animalista contro il sindaco chef Michel Marchi: "Giù le mani dalle nutrie"

La reazione del movimento Centopercentoanimalisti al primo cittadino di Gerre

Il blitz animalista
Non si placa la polemica attorno a Michel Marchi, primo cittadino di Gerre de’ Caprioli, tornato prepotentemente al centro del dibattito per la sua nota passione culinaria decisamente fuori dagli schemi: la carne di nutria. Dopo la diffusione di un video in cui il sindaco illustra i dettagli della preparazione del roditore, è arrivata la reazione del movimento Centopercentoanimalisti.
Nelle scorse serate, i militanti del movimento hanno manifestato il proprio dissenso affiggendo uno striscione di protesta proprio sul portone del municipio del piccolo comune alle porte di Cremona. Il messaggio è inequivocabile: “Sindaco chef? Anche no! Giù le mani dalle nutrie!“. Un’azione simbolica che mira a colpire quella che gli attivisti definiscono una perversione del gusto, puntando il dito contro una battaglia che Marchi porta avanti ormai dal 2018, anno in cui per la prima volta sdoganò l’idea della nutria come risorsa alimentare piuttosto che solo come specie infestante da eradicare.
In un comunicato, il movimento animalista ha espresso tutto il proprio sdegno per l’invito del sindaco a consumare la carne di questi animali, sottolineando come non risulti che “nel cremonese ci sia oggi una situazione di emergenza alimentare paragonabile all’ultima guerra mondiale, quando in certe città si mangiavano cani, gatti, piccioni o topi”. Per gli attivisti si tratta di “autentica perversione del gusto” e che le nutrie vanno protette, non mangiate. Nonostante il movimento specifichi che mangiare una nutria non sia intrinsecamente più scandaloso che mangiare un pollo o un maiale — seguendo la filosofia secondo cui nessun animale andrebbe consumato — ribadisce la ferma opposizione all’aggiunta di una nuova specie alla lista delle creature vittime della tavola.
Dal canto suo, Michel Marchi non ha mai fatto mistero della sua posizione. Il sindaco ha sempre sostenuto che, essendo la nutria un animale che causa danni ingenti agli argini e all’agricoltura e per il quale esistono già piani di abbattimento, il consumo alimentare potrebbe essere una via pragmatica per gestire il problema, assicurando che la carne sia di qualità se trattata correttamente.

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