Sequestro e lesioni, l'Appello riduce la pena al tassista Carrera: due anni
Secondo grado di giudizio per il 72enne cremonese, responsabile del ferimento di Luca Lombardo, caduto dal taxi in corsa nel dicembre del 2021. Patente sospesa per sei mesi
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Da due anni e sei mesi inflitti in primo grado il 7 febbraio del 2025, i giudici della Corte d’Appello hanno ridotto la pena, condannando Giovanni Carrera a due anni di reclusione, subordinando la pena sospesa al risarcimento dei danni in favore di Luca Lombardo, il 30enne di Cremona rimasto ferito gravemente la notte del 25 dicembre 2021 in via Mantova dopo essere caduto dal taxi in corsa condotto dall’imputato. Il 72enne cremonese, per il quale è stata disposta anche la sospensione della patente per sei mesi, dovrà versare a Lombardo una provvisionale di 7.000 euro.
Le accuse erano quelle di sequestro di persona e lesioni colpose gravissime. La notte dell’incidente, dopo essere stati al ristorante Chiave di Bacco di piazza Marconi, Luca e le sue due amiche Alessia e Ramona erano saliti sul taxi van dell’imputato che li aveva portati davanti all’hotel B&B di via Mantova. La corsa costava 20 euro, ma i ragazzi avevano solo una banconota da 10. Da lì era nata una discussione con Carrera che era ripartito con a bordo il solo Luca, poi finito fuori dal taxi, disteso in mezzo alla strada, gravemente ferito.
Nel febbraio del 2022, a portare all’arresto di Carrera, con alle spalle alcuni precedenti di polizia come lesioni, ingiurie, minacce o liti con i colleghi, era stata l’intercettazione shock di una telefonata nel corso della quale l’uomo si era detto sollevato dal fatto che la giovane vittima, viste le sue gravi condizioni, non fosse in grado di ricordare e dunque fornire la sua versione dei fatti. “Il pm”, così si era espresso il tassista al telefono, “mi ha detto che il ragazzo è a casa, ma non ci sta con la testa. Bene, così non può raccontare quello che è successo”.
L’imputato è sempre assistito dall’avvocato Paolo Bregalanti, che ha già dato per certo il ricorso in Cassazione. Luca Lombardo era invece parte civile attraverso i legali Alberto Gnocchi e Fabio Sbravati.
“Anche la Corte d’Appello ha riconosciuto che Carrera, per difendersi, ha reso dichiarazioni non vere“, ha commentato l’avvocato Sbravati. “Luca non era ubriaco, e non è vero che Carrera si era fermato per chiudere lo sportello. La telecamera ha immortalato il mezzo dell’imputato ancora con il portellone aperto. Non è vero che Luca non era sceso: al telefono con le amiche aveva detto loro che l’autista non lo faceva scendere. Anche la Corte d’Appello ha riconosciuto le responsabilità dell’imputato, e di questo siamo soddisfatti”.