Giornata dell'autismo: nel Centro Nazionale di Sospiro inaugurazioni e celebrazioni
Per l'occasione, nelle serate di mercoledì 1 e giovedì 2 aprile la nuova struttura si colora di blu
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In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra il 2 aprile, la Fondazione Sospiro ha promosso un momento di celebrazione che mette in luce l’eccellenza clinica, architettonica e artistica che si fondono armonicamente nel nuovo Centro Nazionale Autismo di Sospiro, ormai prossimo all’inaugurazione ufficiale prevista per l’8 maggio alla presenza del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Nato da un percorso avviato nell’ottobre 2022 con la posa della prima pietra, il centro rappresenta una realtà unica nel panorama italiano ed europeo.
Qui prende forma un modello clinico già sviluppato dalla Fondazione, capace – grazie a evidenze scientifiche – di ridurre in modo significativo le problematiche comportamentali e di affrontare con efficacia anche gli aspetti psicopatologici, con l’obiettivo di garantire una migliore qualità di vita alle persone una volta rientrate nel proprio contesto familiare.
Durante la presentazione, il presidente della Fondazione Sospiro, Giovanni Scotti, ha sottolineato il valore concreto del progetto: “Con questo centro abbiamo dato una casa alle cure che già oggi mettiamo in campo, permettendo loro di esprimersi al massimo, riducendo i tempi di degenza e offrendo ai pazienti una qualità di vita sempre più alta nella quotidianità e nelle loro famiglie“.
All’evento erano presenti anche il sindaco di Sospiro, Fausto Ghisolfi, e l’architetto Davide Andrea Nolli, progettista della struttura.
Il primo ha evidenziato l’importanza dell’opera per il territorio, definendola un unicum capace di rappresentare un motivo di orgoglio per l’intera comunità, mentre Nolli ha posto l’accento sulla progettazione architettonica, pensata per dialogare in modo armonioso con il contesto urbanistico e ambientale.
In questa cornice è stata presentata una significativa installazione artistica firmata da Francesco Garofalo, ispirata a un’idea grafica di Francesca Lussignoli, giovane artista nello spettro autistico formatasi tra Brescia e l’Accademia e già affermatasi a livello nazionale per aver vinto il concorso del bozzetto dei biglietti della Lotteria di Capodanno.
L’opera nasce da un’immagine semplice ma evocativa: un giovane intento a piantare l’albero della propria vita, sostenuto da un’altra persona.
Questa visione si trasforma in un’installazione a puzzle, dove ogni elemento trova il proprio posto contribuendo a un insieme armonico. Il significato è chiaro: ogni persona, con le proprie caratteristiche, ha un ruolo essenziale e non deve essere forzata, ma accompagnata e valorizzata.
Ad arricchire gli spazi del centro sono inoltre le opere di diversi artisti, tra cui Fausto Lazzari, Ireneo e Damiano Ghisolfi, Daniele Bertanzetti e Sergio Marchioni, insieme a un lavoro di Antonio Dalla Valle, figura di spicco dell’art brut europeo, già protagonista di importanti esposizioni internazionali come quella al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles.
Le opere esposte restituiscono una pluralità di linguaggi e significati.
Il lavoro dei fratelli Ghisolfi, ad esempio, nasce durante la pandemia come segno di speranza e affidamento condiviso, mentre le creazioni di Bertanzetti e Marchioni testimoniano la ricchezza espressiva sviluppata nei laboratori della Fondazione: composizioni che, pur apparendo inizialmente astratte, rivelano strutture coerenti e profondamente personali.
A rendere ancora più significativo questo momento è stato anche un gesto simbolico ma fortemente evocativo: nelle serate dell’1 e 2 aprile, il Centro Nazionale Autismo si illumina di blu, colore simbolo dell’autismo a livello internazionale. Un segnale visibile che richiama l’attenzione sull’importanza della consapevolezza, dell’inclusione e del riconoscimento delle differenze.
Il Centro si configura così non solo come luogo di cura, ma come spazio capace di integrare competenze sanitarie, sensibilità architettonica ed espressione artistica, mettendo al centro la persona nella sua interezza e costruendo un ambiente in cui dignità, relazione e bellezza possano convivere.