Il divario di genere nei Comuni del Cremonese: solo l'11,5% dei sindaci è donna
Il dato emerge dal rapporto "I Comuni della Lombardia 2026", elaborato da Anci. Molto basso anche il numero dei sindaci under 35.
Sulla rappresentanza politica territoriale incombe l’ombra del divario di genere. A dirlo è il rapporto I Comuni della Lombardia 2026, elaborato da Anci, secondo cui solo l’11,5% dei sindaci in carica nella provincia è donna. Si tratta del dato più basso di tutta la Lombardia, considerando che la media regionale è del 18,3%. Spiccano invece Milano e Pavia, dove la componente femminile è rispettivamente del 24,1 e 23 per cento.
Anche sul fronte “giovani” il territorio ha una rappresentanza debole: si contano soltanto 4 sindaci “under 35”, pari al 3,5% del totale. Dato che colloca Cremona anche in questo caso tra le meno virtuose della Regione, dopo Milano, Monza Brianza e Varese.
Il territorio risulta invece particolarmente virtuoso sul fronte delle unioni dei Comuni. Secondo il Rapporto, infatti, è la provincia con la maggior percentuale di Comuni raggruppati in unioni: sono 26, il 23% del totale. Un dato significativamente superiore alla media regionale del 9,2%.
Questa tendenza si spiega facilmente se si pensa che la provincia di Cremona è una terra di piccoli borghi. Come emerge sempre dal rapporto, con 113 Comuni totali, ben 100 di questi (l’88,5%) rientrano nella categoria dei “piccoli comuni” (popolazione inferiore ai 5.000 abitanti). Dati che collocano la nostra provincia tra quelle più frammentate, appena dopo Sondrio.