“Gli ex dell’Aselli”, incontro su “Scienza e Costituzione“ in Sala Puerari
Il 17 aprile relatrice sarà Lorenza Violini, specializzata in diritti umani, regionalismo e sussidiarietà, con una vasta esperienza in organismi pubblici e comitati scientifici
Proseguono gli incontri della Associazione “Gli ex dell’Aselli”: venerdì 17 aprile 2026, alle ore 16,30 nella sala Puerari del Museo Civico di Cremona, via Ugolani Dati 4, si terrà la sesta conferenza aperta alla cittadinanza, dal titolo “Scienza e Costituzione“, ultimo evento all’interno del ciclo “Quale scienza per quale società?”.
Relatrice sarà Lorenza Violini, Ordinaria di Diritto Costituzionale all’ Università degli Studi di Milano. Specializzata in diritti umani, regionalismo e sussidiarietà, ha una vasta esperienza in organismi pubblici e comitati scientifici, inclusa la Commissione per le Riforme Costituzionali.
Con il termine “scienza” si fa riferimento ad un ventaglio assai ampio di discipline. Sono scienze la matematica, la medicina, la fisica, la biologia, l’ingegneria, l’economia, la statistica, la sociologia incluso il diritto. Ciascuna delle scienze possiede proprie metodologie, criteri di validità e protocolli di verifica. Tutte sono accomunate dal riconoscimento di un loro valore di verità, sebbene non sempre condiviso.
A ciascuna delle scienze si connettono, inoltre, rilevanti sviluppi tecnologici che pongono al diritto interrogativi e necessità di regolamentazione giuridica, per le conseguenze che le applicazioni della tecnologia alla vita quotidiana comportano. La Costituzione italiana stabilisce apertamente di voler incentivare lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica, intese quali mezzi atti a favorire lo sviluppo della persona ed il progresso della società.

Tra i molti articoli della Costituzione che si soffermano su questo aspetto, gli art. 9 e 33 sono i più espliciti in merito e i più noti, recitando rispettivamente: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica “ . “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.
In sede di Assemblea Costituente, all’uscita dal regime fascista, i testi dei due articoli congiuntamente furono oggetto di dibattito. Particolarmente animata fu la discussione sul primo comma dell’art. 33, volto ad impedire allo Stato la possibilità di controllare, indirizzandole, le attività artistiche e di ricerca scientifica, garantendo ricerca ed insegnamento liberi, svincolati da condizionamenti politici, religiosi ed ideologici.
Tuttavia, l’impetuoso sviluppo scientifico e tecnologico degli ultimi decenni ha reso quanto mai attuale la tematica del rapporto tra scienza, applicazioni tecnologiche e norme giuridiche.