Il corteo Sikh incanta Cremona: colori, riti e tradizioni per le vie della città
In migliaia i fedeli indiani arrivati dalla provincia e da tutto il Nord Italia, riempiendo le vie della città con canti, profumi e sapori
Sari sgargianti, copricapi coloratissimi e un grande evento che colpisce e incanta tutta la città.
A Cremona è esplosa la primavera con il tradizionale Nagar Kirtan, il corteo sikh dedicato al giorno della Fondazione del Khalsa, ricorrenza particolarmente sentita dalla comunità religiosa.
A organizzare la manifestazione è stato il Tempio di Pessina Cremonese, il più grande d’Europa: in migliaia i fedeli indiani arrivati all’ombra del Torrazzo dalla provincia e da tutto il Nord Italia, riempiendo le vie della città con canti, profumi, sapori e tradizioni.
Il corteo è partito poco dopo mezzogiorno dallo Stadio Zini, per poi proseguire lungo via Mantova, via Cadore, via del Sale fino a piazzale Azzurri d’Italia.
“Nel 1699 – spiega Simrat Kaur, 19 anni, di Quinzano d’Oglio – il nostro decimo dio, Guru Gobind Singh Ji, battezzò i cinque Pyare (personalità di rilievo della religione sikh, ndr) e fondò il Khalsa. Ogni anno lo celebriamo proprio nel mese di aprile. È una ricorrenza molto importante per noi. Questa festa, inoltre, coincide con quelle di altre religioni: ad esempio i cattolici hanno appena celebrato la Pasqua, mentre per i musulmani si è concluso il Ramadan”.
L’afflusso di persone ha comportato anche qualche inevitabile disagio: strade chiuse o a viabilità ridotta e lunghe code, soprattutto sul ponte in ferro tra Cremona e Castelvetro.
Non sono però mancati i riti tradizionali che rendono il corteo amatissimo anche dai cremonesi: in apertura giovani e adulti impegnati nelle dimostrazioni di arti marziali; subito dopo alcuni fedeli, a piedi nudi e con la scopa in mano, a spazzare l’asfalto per preparare il passaggio del Libro Sacro, che contiene i dettami della religione sikh.
“L’acqua è fondamentale – aggiunge Simrat – perché serve a purificare la strada su cui passa il Libro Sacro. Abbiamo un grande rispetto: per questo ci copriamo la testa e camminiamo senza scarpe, in segno di devozione verso il nostro dio”.
Al termine del corteo, nel piazzale delle piscine, grande festa per tutti con cibo, canti e momenti di preghiera.























