Cultura e spettacoli

Tabù alimentari dell’uomo, consuetudini e rifiuti a tavola nel libro di Riccardo Groppali

Viaggio sulla tavola dei popoli del mondo, esplorando le scelte d’una specie onnivora : è il libro Tabù alimentari dell’uomo del professor Riccardo Groppali

Il servizio di Federica Priori
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Perché si sceglie di portare in tavola un cibo e non un altro, sebbene sia commestibile: è il quesito che ha spinto il professor Riccardo Groppali a indagare storia ed ecologia delle scelte d’una specie onnivora, confluito nel recente libro Tabù alimentari dell’uomo edito da Cremonabooks.

Numerose sono le differenze nelle popolazioni mondiali, rileva il naturalista, e alla base della maggior parte delle consuetudini c’è l’ecologia e l’economia originaria della specie umana, che ad esempio porta a non mangiare animali insostituibili come le vacche in India in quanto producono gratuitamente latte ed escrementi combustibili.

Le esigenze pratiche si coniugano con l’etica e la religione poi si radicano nella società evolvendo nel tempo: i piccoli animali quali chiocciole e rane vengono mangiati dove risultano sufficientemente abbondanti, inclusa la pianura padana sottolinea l’autore cremonese, sono invece rigettati altrove.

L’origine del rifiuto di consumare altri cibi deriverebbe invece dagli effetti su organismi non in grado d’assimilarli (fra cui il latte presso popoli non originariamente pastori) e dalle influenze culturali che portano al rifiuto di cibarsi degli animali d’affezione (in Italia, cani e gatti).

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