Affitti, Cremona il capoluogo meno caro in Lombardia. Stabile la domanda, cresce l'offerta
I valori sono comunque in salita rispetto a 12 mesi fa, secondo l'analisi di immobiliare.it. L'offerta di case è cresciuta del 12% mentre la domanda è sostanzialmente stabile; invece mediamente in Regione è scesa del 10,6%
Cremona in controtendenza nei canoni d’affitto residenziali, rispetto alla media lombarda. Da un’analisi di Immobiliare.it che raffronta i prezzi al metro quadro, a marzo 2026 emerge che i canoni nella città del Torrazzo sono in leggera salita (+0,8) rispetto a un anno fa, contro una diminuzione nella media regionale dello 0,3%.
Certo permane una grande differenza di valori tra gli immobili in locazione a Cremona e nel resto della regione: 8,6 euro al metro quadro contro una media di 18,6. Parlando di valori assoluti, nelle città di pari dimensioni il costo è di 10 euro a Mantova, di 11,6 a Pavia, di 10,4 a Lodi: Cremona risulta il capoluogo meno caro di tutta la Lombardia per affittare un appartamento, simile soltanto a Sondrio (8,8 euro/mq).
Per quanto riguarda l’offerta di case in locazione rispetto a 12 mesi fa c’è stato un aumento del 12% (media lombarda: 26,2%); mentre la domanda è sostanzialmente stabile (-0,2%) contro una discesa del 10,6% della regione.
Passando all‘andamento delle vendite, i prezzi a Cremona sono saliti dell’8,1%, quindi più della media regionale (7,6%) nell’ultimo anno assestandosi su una media di 1.545 euro al metro quadro (media regionale 2.753 euro). Il confronto con le città simili vede Cremona anche in questo caso in posizione arretrata: 2.566 euro a Pavia, che è in crescita dell’8,6%; 2.000 euro a Lodi (+5,8% rispetto a una anno fa); 1.640 euro a Mantova che cresce del 4,7%.
A Cremona diminuisce del 5,5% l’offerta di case in vendita rispetto a marzo 2025 e per contro aumenta di molto la domanda: +10%, un dato che la accomuna ad altre città di provincia come Mantova (+28%), Lodi (+4,7%), Pavia (+12,4%). In forte calo invece la domanda nel capoluogo regionale Milano (-9,2%) dove gli alti costi (oltre 5.600 euro al metro quadro di media) sono ormai proibitivi.