Ferrovia e autostrada: l'asse viario Cremona-Mantova discusso in consiglio regionale
L'assessore Claudia Maria Terzi: l'autostrada continua ad essere strategica per la Regione. Pellini (M5S): dubbia sostenibilità economica, mancanza di un quadro finanziario credibile, nodo irrisolto del tratto TIBRE
Raddoppio ferroviario e autostrada Cremona-Mantova: si è parlato anche di questo oggi in consiglio regionale con l’interpellanza di Paola Pollini (M5S) che ha ribadito le note criticità. “Questa interpellanza – ha spiegato – tocca tematiche relative al progetto autostradale, nell’ambito delle quali sono già intervenuta più volte in questa legislatura.
“Anche rispetto all’ennesima proroga dell’autorizzazione ambientale, oggi concessa dal Ministero, resta evidente che non ha molto senso prorogare ancora una volta una concessione che risale a quindici anni fa, di un’opera che è ancora ferma alla fase preliminare. Ho fatto presente l’urgenza di integrare il progetto relativo al raddoppio ferroviario della Codogno-Mantova, a nostro avviso e, stando a quanto più volte segnalatoci dai cittadini, vera priorità del territorio”.
Di fronte alle note criticità, l’Assessore Claudia Terzi ha confermato che la Cremona-Mantova continua a essere considerata dalla Giunta regionale un’infrastruttura strategica, richiamando la presenza a bilancio del contributo pubblico regionale già stanziato. Ha inoltre sostenuto che, sul piano tecnico, sarebbero stati svolti tavoli di confronto per rendere coerente il progetto autostradale con quello del raddoppio ferroviario. Tavoli che però al momento sono ancora in corso e nel merito dei quali non vi è oggi una scadenza, ha ricordato Pollini. Quanto alla proroga della VIA, Terzi ha ribadito che si tratterebbe di un passaggio previsto dalla normativa e rimesso al concessionario. Sui contenziosi in essere tra ARIA e Stradivaria, l’Assessore ha invece dichiarato di non poter fornire aggiornamenti in ragione del giudizio pendente.
“Le risposte dell’Assessore non hanno fugato le criticità che fanno dubitare dell’effettiva realizzazione del progetto: la dubbia sostenibilità economica, la mancanza di un quadro finanziario credibile, il nodo del tratto TIBRE e le incongruenze con il potenziamento ferroviario”, spiega Pollini, che prosegue: “Sulla presunta strategicità, dopo quindici anni che se ne parla e dopo che gli stessi studi di traffico raccontano altro, io penso ci si debba aggiornare su quelle che sono davvero le priorità del territorio, a cominciare proprio dal servizio ferroviario.
“Nel frattempo, i costi aumentano e l’impatto ambientale dell’opera continua ad essere insostenibile, in un contesto in cui da tempo cittadini, comitati e associazioni, chiedono un ripensamento dell’opera. Perseverare, continuando a non tenerne conto, sarebbe l’ennesimo grave errore di Regione Lombardia, che quando si tratta di inutili autostrade non guarda in faccia a niente e nessuno. Emblematici in tal senso i casi: BreBeMi e Pedemontana» conclude Pollini.