Liuteria, si acuisce lo scontro. Grisales: "Liutai esclusi dalle iniziative del Comune"
Il Consorzio liutai Stradivari chiede maggiore coinvolgimento e trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, mentre si punta a progetti come il Cremona International Cello Festival
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La liuteria e le azioni per consolidare e valorizzare adeguatamente il titolo di Patrimonio immateriale dell’umanità, continuano a far discutere la politica, come si è visto in Consiglio Comunale ieri, dove l’argomento è tornato d’attualità con l’interrogazione di Alessandro Portesani che riprendeva la polemica tra il consigliere regionale Marcello Ventura e il sindaco Andrea Virgilio. Oggetto del contendere: la legge regionale sulla Liuteria che porta la firma appunto di Ventura. “La sensazione – aveva dichiarato Virgilio – è che si sia scelto di intervenire su un singolo segmento, senza assumere fino in fondo la responsabilità di lavorare sul sistema.
E aveva aggiunto: “Valorizzare la liuteria significa valorizzare tutti i liutai: sia quelli che si riconoscono nelle forme associative, sia quel vasto mondo che non si sente rappresentato ma che è parte essenziale di questo patrimonio”.
Ieri l’assessore alla cultura Rodolfo Bona aveva illustrato quanto messo in campo dall’amministrazione comunale, “un impegno complessivo di oltre 654 mila euro tra formazione, promozione e valorizzazione: un piano di comunicazione e branding, progetti di ricerca storica con l’Archivio di Stato e percorsi formativi sulle tecniche costruttive, realizzati in collaborazione con realtà come il Museo del Violino e la Fondazione Ponchielli” e ancora approfondimento delle competenze dei liutai, corsi dedicati alla messa a punto acustica e al restauro, candidatura di una Winter School internazionale, missioni internazionali.
Deluso delle risposte dell’amministrazione comunale è Giorgio Grisales, presidente del Consorzio liutai Stradivari. “Quando vediamo la politica che ne parla, ne discute e ci ragiona escludendo i liutai, che restano sempre in disparte, c’è da farsi delle domande”, sottolinea il Maestro, insoddisfatto soprattutto della gestione dei fondi pubblici spesi per la liuteria cremonese.
“Ieri il Comune ha comunicato di aver speso oltre 600 mila euro. Dove sono stati impiegati? L’assessore Bona ha elencato gentilmente tutte le iniziative fatte, anche all’estero. Ma ci chiediamo dove fossero i liutai quando si tenevano queste attività. C’era la Scuola Internazionale di Liuteria, ma dov’era la liuteria cremonese? Dov’era il Museo vivente?”
Viene rivendicata con forza anche la rappresentatività del Consorzio: insieme a CNA e Confartigianato, rappresenta un fronte compatto di circa 120 liutai, costituendo la principale voce del settore. Il percorso per tutelare la categoria andrebbe intrapreso, secondo il Presidente Grisales, tramite una certificazione di autenticità dei prodotti “Made in Cremona”.
Il Consorzio punta però a guardare avanti, archiviando le polemiche per concentrarsi sulla Legge Regionale di valorizzazione della liuteria. Dopo i fondi del primo anno destinati a video e brochure, le risorse saranno indirizzate alla creazione del Cremona International Cello Festival.
“La Fondazione Stauffer ha colto la validità di questo progetto e ha voluto dare, a sua volta, un contributo economico”, spiega Grisales. “Noi ci siamo presentati al tavolo del Comune con una proposta che potesse portare a Cremona un indotto produttivo per tutte le botteghe e per il settore turistico, a beneficio della città. L’obiettivo è dare la possibilità a tutto il comparto di creare dei violoncelli da mettere in mostra, così da favorire l’unione tra musicisti e liutai”.