Cronaca

Massacrato e sfregiato nel bar, le scuse: "Sono uscito fuori di me, ho reagito male"

In aula l'imputato si è difeso, sostenendo di essersi spaventato quando ha visto colpire il suo amico dalla vittima. "Non abbiamo preso in giro nessuno"

Il tribunale di Cremona
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Quando l’ho visto colpire il mio amico con un pugno alla testa mi sono spaventato e ho reagito, forse male. Di questo chiedo scusa, ma mi sono spaventato“. Così si è difeso in aula, Mario, detto Miri, albanese di 43 anni accusato di lesioni gravi per massacrato, la sera del 27 luglio 2024, all’Antico Borgo in via dei Cipressi, un 41enne affetto da schizofrenia. Mario, difeso dall’avvocato Fabio Galli, è in carcere, mentre l’altro imputato, Artur, un connazionale di 57 anni, pluripregiudicato per reati di droga, contro il patrimonio e contro la persona, è ai domiciliari (è assistito dal legale Doriano Aiolfi).

Artur sarà processato con il rito abbreviato dal gup, mentre Mario ha seguito la strada del rito ordinario. Oggi il tribunale, come ha già fatto il gup nel procedimento contro Artur, ha disposto una perizia per accertare se le lesioni al volto della vittima integrino “una deformazione permanente o uno sfregio permanente“. Dell’esame è stato incaricato il medico legale di Brescia Andrea Verzeletti, che si è preso trenta giorni di tempo per il deposito dell’elaborato. Alla perizia parteciperanno anche i consulenti nominati dalle parti (il 41enne è parte civile attraverso l’avvocato Pia Gerevini).

Quella sera la vittima del pestaggio si era avvicinata al bancone per prendere una bottiglia d’acqua. Lì c’erano quattro amici: tre uomini e una donna. Il 41enne aveva sostenuto di averli sentiti parlottare tra loro e di averli sentiti prenderlo in giro. Lui aveva reagito, sferrando “uno scappellotto sulla testa” a uno dei tre uomini. Questi non aveva fatto nulla, ma i suoi due amici gli erano piombati addosso con una volenza inaudita, spaccandogli la faccia a forza di calci e pugni. Da allora il 41enne, che ha anche perso due denti e le diottrie: 4 da un occhio, 3 dall’altro, vive con una placca di titanio nella fronte e le viti negli zigomi.

L’avvocato Galli

Non abbiamo preso in giro nessuno“, ha invece sostenuto Mario, che in aula non ha parlato di uno scappellotto, ma di “un pugno, un colpo improvviso arrivato dal nulla senza motivo“. “Io mi sono spaventato e ho reagito”, ha ripetuto l’imputato, che in aula ha raccontato un episodio che lo ha traumatizzato: “Nel 2012 ero a Milano con la mia famiglia quando sono stato rapinato e accoltellato da dietro“. “Quella sera al bar, quando ho visto colpire il mio amico, sono uscito fuori di me. Avevo anche bevuto ed ero un pò brillo, così come il mio amico”.

Un’aggressione durata tre minuti“, ha sottolineato l’avvocato Galli: “alle 21,25 la vittima entra nel locale e ne esce alle 21,28”.

Le indagini su quanto accaduto erano state svolte dagli agenti della Mobile che erano arrivati ad identificare i due imputati, che si erano già resi protagonisti di una rissa scoppiata nello stesso locale il 18 gennaio dell’anno scorso. In quell’occasione era rimasto ferito un uomo di 68 anni che se l’era cavata con dieci giorni di prognosi.

Per il pestaggio del luglio del 2024, le attenzioni degli inquirenti, oltre ovviamente alle immagini delle telecamere interne del locale, si erano concentrate sulla donna del gruppo, un’albanese già conosciuta. Dall’analisi dei suoi profili social e della sua cerchia di amicizie, la polizia era riuscita ad identificare Mario e Artur.

Si torna in aula il prossimo 16 giugno, quando il medico legale illustrerà i risultati della sua perizia.

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