Dare un futuro alle giovani generazioni: partire dal discorso-manifesto di Sanchez
Egregio direttore,
dopo l’ultima pesantissima sconfitta di soli otto giorni prima del leader sovranista e ultraconservatore ungherese Viktor Orban, il mondo che sa guardare al futuro pare essere uscito da un lungo letargo. Circa tremila personalità, tra cui capi di stato e di governo provenienti da tutti i continenti, hanno risposto positivamente all’iniziativa promossa da tre realtà che raccolgono forze politiche di oltre cento paesi: l’Internazionale Socialista, il Partito dei Socialisti Europei e l’Alleanza Progressista. Parlo della prima “Global Progressive Mobilisation” tenutasi a Barcellona dove sono state gettate le basi per una nuova visione del mondo dove il cinico liberismo viene messo “alla porta”.
L’invito, lanciato dalla figura attualmente più alta del progressismo internazionale, il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez, diceva: «Non importa quanto urlino o quante bugie diffondano. Il tempo della destra reazionaria è finito».
Questa “Mobilisation” ha assunto cioè la dimensione di un evento potenzialmente storico per avere riacceso la speranza nel futuro a milioni di uomini e donne che nel mondo subiscono i “costi” divenuti ormai insostenibili del consumismo imperante (mentre si ricordano le tante criticità ambientali che mortificano la qualità della vita, “Oxfam” ci informa che l’1% più ricco dell’umanità possiede più del 99% restante e che i 12 miliardari più ricchi, dodici persone, possiedono più della metà più povera della popolazione mondiale).
La proposta è di avviare con urgenza un innovativo percorso progettuale che restituisca il futuro alle giovani generazioni. Una scelta altresì giustificata dall’esigenza di fermare «l’ondata reazionaria internazionale che alimenta linguaggi d’odio, sessismo, guerra e divisione», un imperativo ricordato nel vibrante discorso di apertura di Sanchez che l’italiana Elly Schlein ha saputo degnamente rilanciare nel suo intervento.
Nel ricordare la modestia e la miopia delle proposte politiche correnti, mi permetto di consigliare due cose a tutte le coscienze che ormai non vanno più a votare benché preoccupate per il futuro dei loro figli: la lettura del racconto del discorso-manifesto di Sanchez (https://www.quotidiano.net/esteri/sanchez-global-progressive-mobilisation-pxh8by7c) e l’ascolto del breve intervento della Schlein (https://www.facebook.com/reel/1669441987531771) nel quale viene anche detto che «Non accetteremo che venga rubato il futuro delle nuove generazioni negando il cambiamento climatico e continuando a dipendere dai combustibili fossili, perché abbiamo un solo pianeta.».
Dalle tante stimolazioni della “Mobilisation” nascano allora le giuste motivazioni perché in Italia (quindi anche a Cremona) fioriscano ovunque gruppi di riflessione di giovani e di donne con l’impegno di scrivere programmi per il Bene Comune. È giunto infine il momento di affrontare uno dei temi-chiave per un serio cambiamento, la transizione energetica, ovvero l’abbandono delle fonti fossili che, oltre che per le note questioni ambientali, da decenni sono cause di scontri e di conflitti.