Cronaca

Talento, dedizione, curiosità: la "lezione" di Massari ai Lions di Casalbuttano

La serata con Iginio Massari ha unito alta pasticceria e valori umani, sottolineando l'importanza della qualità e della passione nel lavoro quotidiano

Iginio Massari, la moglie Marì e gli organizzatori del Lions Casalbuttano
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Una serata all’insegna dell’eccellenza e della cultura del fare bene, con Iginio Massari protagonista a Casalbuttano accompagnato dalla moglie Marì, presenza discreta ma centrale nel suo percorso umano e professionale. L’incontro, promosso dal Lions Club Casalbuttano, ha unito alta pasticceria, esperienza di vita e valori condivisi.
Tra i presenti anche Francesco Volpari cerimoniere del club, che ha raccontato il rapporto di stima e amicizia che lo lega al maestro e alla sua famiglia.

“Da oltre dieci anni frequento la sua pasticceria. L’ho visto e ho subito avuto quella sensazione di autorevolezza, di essere davanti a un vero fuoriclasse”, racconta Volpari. Un legame fatto anche di ricordi personali.
“Ricordo ancora la prima torta per il compleanno di mia madre, la sua Setteveli. Torno regolarmente da loro e ogni volta le aspettative vengono superate: non ci si abitua mai all’eccellenza”.

Una scelta precisa quella del Lions Club, come sottolinea la presidente Jessica Tamagni.
“Abbiamo deciso di organizzare questa serata ospitando una figura di eccellenza del panorama internazionale dell’arte pasticcera. Massari è un riferimento non solo per la qualità gastronomica, ma per l’impegno, la cura del dettaglio e la ricerca della perfezione, valori che si legano profondamente ai principi lionistici”.

Nel corso dell’incontro Massari, affiancato dalla moglie Marì, ha ripercorso con ironia le origini della propria passione.
“Mia madre aveva un’osteria e una gelateria, perciò nel mondo dell’alimentazione ci sono nato. Racconto sempre che Obelix è caduto nella pozione magica ed è diventato l’uomo più forte del mondo. Io sono caduto in una bacinella di crema gelato che aveva appena cotto mia madre. Per fortuna non era bollente”, scherza. “Lui è il più forte del mondo, io sono l’uomo più dolce del mondo”.

Sulla sua produzione non fa classifiche.
“Pongo la stessa attenzione su tutti i dolci. Anche quelli che sembrano semplici lo sono solo se non mettiamo attenzione. Se invece la mettiamo, c’è sempre margine di miglioramento”La tradizione non è vecchiume.

Tradizione e innovazione continuano a camminare insieme. “Vive con noi, perché noi siamo quello che mangiamo oggi, non quello che mangiavano i nostri avi. Cambia il mondo. Ciò che conta davvero è la curiosità: senza curiosità non può esserci innovazione”. Per il futuro, “c’è un dolce totalmente scientifico che vorrei ancora realizzare. Ci vorrà tempo, gli ostacoli sono tanti, ma vanno superati”.

Infine i libri, altro tassello della sua carriera: “Ho scritto 198 libri sul mondo del dolce e la mia autobiografia ha vinto il premio speciale Bancarella. Sto lavorando a un nuovo libro che dovrebbe uscire tra giugno e luglio. Dopo, probabilmente, li trasformerò in audiolibri”.

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