E' vittima di una truffa, ma l'uomo finito a processo è stato assolto: era in carcere
Il racconto in aula: "Sono stato raggirato e ho perso dei soldi". Carta postepay riconducibile all'imputato, che però era in carcere. Non poteva essere lui
“Sono stato truffato e ho perso dei soldi. No, non rimetto la querela“. Così uno straniero residente a Cremona ha risposto alla domanda di rito del pm. Peccato che Salvatore, 33enne campano, con precedenti, individuato come l’autore del raggiro, commesso il 26 febbraio del 2020 a Cremona, si trovasse in carcere a Napoli. Il giudice lo ha assolto, così come chiesto dal pm onorario e ovviamente dalla difesa, rappresentata d’ufficio dall’avvocato Clara Carletti. Ci sono volute cinque udienze, dopo l’avviso di conclusione indagini, per accertare che il 33enne non poteva essere stato, anche se la carta postepay sulla quale era stato effettuato il pagamento era riconducibile a lui. Che fosse in carcere era scritto negli atti contenuti nel fascicolo della procura.
Quel giorno di febbraio, l’autore della truffa aveva proposto sul sito Facile.it la stipula di un contratto di assicurazione auto annuale. All’annuncio si era interessato lo straniero, che ha detto di aver trovato il prezzo “conveniente”. Nel condurre le trattative per telefono, il truffatore aveva dato disposizioni per il pagamento. La vittima aveva ricevuto il contratto, con l’importo annuale di 300 euro, rivelatosi poi falso, e su invito del malvivente si era recato presso uno sportello delle Poste e aveva seguito le indicazioni dell’interlocutore, effettuando tre versamenti da 300 euro ciascuno, per un totale di 900 euro, sulla carta postepay.
La carta era effettivamente intestata a Salvatore, come accertato durante le indagini, che però era in carcere. La vittima aveva cercato di ricontattare il venditore, ma questi si era reso irreperibile. Dal penitenziario di Poggioreale, Salvatore era uscito nel gennaio del 2022.