Sicurezza nel cremonese: a Palazzo Comunale i Sindaci incontrano il Prefetto Giannelli
Il comitato per l'ordine e la sicurezza è tornato a riunirsi a Cremona. Nell'ultimo trimestre reati stabili, anche se preoccupano quelli legati all’abuso di alcol
Un’occasione per fare il punto tra rappresentanti del territorio e le forze dell’ordine, per tracciare insieme i prossimi passi di un percorso comune.
Dopo gli appuntamenti di Crema e Casalmaggiore, anche a Cremona si è riunito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto Antonio Giannelli, con un incontro ospitato nella Sala Quadri di Palazzo Comunale.
Coinvolti i sindaci dell’area omogenea cremonese: una ventina i presenti, che hanno portato all’attenzione delle forze dell’ordine le criticità dei rispettivi territori. Presentati anche i dati dell’ultimo trimestre, che mostrano una situazione sostanzialmente stabile sul fronte dei reati, con particolare preoccupazione però per quelli legati all’abuso di alcol.
“Come abbiamo già fatto per l’area del Cremasco e del Casalasco, abbiamo voluto fare una disamina congiunta dell’andamento della delittuosità e delle sensazioni o ragioni di insicurezza della cittadinanza, ma per area omogenea – ha spiegato il prefetto Giannelli –. Nel clima di sostanziale stabilità dei reati, abbiamo esaminato alcuni punti che richiedono approfondimento per rendere il territorio ancora più sicuro. Ribadisco la necessità che i cittadini, quando notano qualcosa di atipico o sospetto, contattino immediatamente il 112: stiamo predisponendo servizi mirati, soprattutto contro i furti in appartamento, per i quali il pronto intervento è essenziale”.
Se i numeri indicano una situazione sotto controllo, diversa è la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.
“A riguardo – ha aggiunto il prefetto – ritengo che la percezione di sicurezza sia un elemento da rispettare in modo assoluto. Chi vive in un territorio con elevati livelli di civiltà, impegno e lavoro ha il sacrosanto diritto di avere la massima sicurezza possibile. Gli indici di delittuosità mostrano numeri contenuti, ma fenomeni come l’uso e l’abuso di sostanze alcoliche sono quasi sempre alla base delle situazioni che turbano i cittadini. Da questo sabato avvieremo una serie di azioni coordinate, caratterizzate soprattutto da una maggiore visibilità. Ho chiesto che le forze di polizia siano ancora più presenti tra la gente, con controlli funzionali a garantire maggiore sicurezza”.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio, il presidente della Provincia Roberto Mariani, il questore Carlo Ambra, il comandante provinciale dei Carabinieri Paolo Sambataro, oltre ai rappresentanti di Guardia di Finanza, Polizia e Polizia Locale.
Tra i temi affrontati, il rafforzamento del presidio del territorio, con controlli interforze che partiranno già dal prossimo fine settimana e proseguiranno per tutto il periodo estivo.
“È importante organizzare momenti come questo – ha affermato Virgilio – non solo sulla città ma coinvolgendo anche gli altri sindaci del territorio. La nostra provincia è frammentata, composta da piccole realtà: per garantire un presidio efficace, anche attraverso dispositivi tecnologici, è fondamentale fare massa critica per intercettare finanziamenti, comprendere i bisogni del territorio e coordinarsi con le forze dell’ordine. Il tema della sicurezza deve essere concreto, non oggetto di strumentalizzazioni. Con prefettura e forze dell’ordine c’è un lavoro costante e settimanale, che va esteso oltre i confini cittadini”.
“Abbiamo affrontato molti temi – ha aggiunto -. Dal punto di vista dei reati, il territorio ha numeri bassi, ma resta la questione della percezione. Con l’arrivo della bella stagione torna anche il tema del consumo di alcolici: serve presidio, ma bisogna evitare di chiudersi e permettere a ragazzi e cittadini di vivere gli spazi pubblici. Serve equilibrio, da mantenere attraverso una collaborazione complessiva tra forze dell’ordine, polizie locali e anche le categorie del commercio”.
Il Presidente Mariani, da parte sua, ha dichiarato: “La sicurezza è un tema che richiede una visione territoriale ampia e una risposta coordinata tra tutti i livelli istituzionali. Per questo considero particolarmente positiva la scelta del Prefetto di coinvolgere i Sindaci delle aree omogenee in un confronto strutturato e periodico, capace di leggere i bisogni reali delle comunità e di costruire strategie. Anche il territorio cremonese, con le sue specificità, dimostra quanto sia importante fare rete tra amministrazioni locali, Forze dell’Ordine e istituzioni, non solo per affrontare le criticità esistenti ma anche per prevenire quelle future. La sicurezza dei cittadini passa certamente attraverso il presidio del territorio, ma anche attraverso strumenti di coordinamento, prevenzione e ascolto costante delle amministrazioni locali, che rappresentano il primo punto di riferimento delle comunità”.
Durante la riunione, è stata valutata la possibilità di introdurre divieti specifici sulla somministrazione e sul consumo di bevande alcoliche in contenitori di vetro o lattina, in occasione di giornate o eventi particolari.
L’obiettivo è prevenire situazioni di rischio: l’abuso di alcol, infatti, può facilmente sfociare in risse o altri comportamenti pericolosi da parte di persone in stato di alterazione.
Il Prefetto ha poi lanciato la proposta di un “Patto per l’attuazione della sicurezza urbana”. In questo modo, qualora – come avvenuto per l’area omogenea cremasca – si riuscisse a formalizzare l’adesione di tutti i Comuni al Patto, già sottoscritto dal Comune capoluogo, sarebbe possibile prefigurare strategie condivise tarate su un territorio con una popolazione di oltre 150.000 abitanti, permettendo di guardare le questioni d’interesse in un’ottica di sistema territoriale e non solo osservando la singola criticità locale, definendo una best practice di coordinamento interistituzionale.
Ottica, questa, particolarmente rilevante anche in funzione della predisposizione di un sistema a maglie sempre più definite che consenta di elevare ancor più i livelli della sicurezza reale, pure sulla scorta dell’esperienza cremasca che sta positivamente sperimentando un efficace sistema di varchi e di videosorveglianza all’avanguardia tarato sull’area omogenea.
“Credo che la possibilità di aderire al patto per la sicurezza consentirebbe di lavorare per area omogenea – ha concluso Giannelli -. Questa è un’area che conta circa 161 mila persone e ciò permetterebbe di porre la massima attenzione anche ai comuni più piccoli, con le loro specificità”.