Cultura e spettacoli

Chiude il Porte Aperte Festival: successo anche per l’edizione 2026

"È stato un pubblico importantissimo – ha detto Turati dell’associazione culturale Porte Aperte Festival - e ha riempito i cortili"

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Il PAF Porte Aperte Festival si è chiuso con un bilancio più che positivo e con una partecipazione oltre ogni aspettativa. I cortili hanno continuato a riempirsi fino all’ultimo appuntamento, confermando un legame sempre più forte tra il pubblico e la manifestazione. “È stato un pubblico importantissimo – ha spiegato Marco Turati dell’associazione culturale Porte Aperte Festival – ancora più di quello che potevamo sperare: ha riempito i cortili.”

Marco Turati sottolinea come l’affluenza sia stata il segnale più evidente del successo dell’edizione. La festa non si è fermata nemmeno la sera precedente, con la musica a fare da collante tra le persone.
“Anche ieri sera è stata una festa bellissima con i Patagarri e Tara con 500 persone che ballavano al ritmo gipsy dei Patagarri.” Un clima leggero e collettivo, che però ha dovuto fare i conti con un imprevisto.
“Un neo purtroppo è stato il tempo: un temporale ci ha costretto a non fare la produzione musicale del venerdì sera…” Nonostante questo, il festival ha mantenuto la sua energia per tutta la durata dell’evento con più di 50 ospiti arrivati in città.

Un tratto distintivo, quello della cura per gli invitati, che il PAF rivendica come cifra identitaria. Il cuore del festival, però, resta il dialogo intorno ai temi scelti. Quest’anno il filo conduttore ha portato riflessioni profonde e partecipate. “Sono uscite tante belle interpretazioni del tema di Amos: la democrazia, il popolo, gli intellettuali, il valore degli autori e del pensiero critico”.
Un’edizione che Turati definisce senza esitazioni intensa, anche dal punto di vista civile: ed è tutto pronto per lavorare sull’edizione 2027.

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