Cultura e spettacoli

Inaugurato a Cremona il 43esimo Monteverdi Festival con il Vespro della Beata Vergine

Il capolavoro sacro del Divin Claudio a Sant’Agostino con la direzione del M° García-Alarcón

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Dopo l’anteprima del Gala di Cecilia Bartoli al teatro Ponchielli, è stato inaugurato ufficialmente domenica sera a Cremona il 43esimo Monteverdi Festival con il Vespro della Beata Vergine, capolavoro del Divin Claudio eseguito nella chiesa di Sant’Agostino dalla Cappella Mediterranea diretta da Leonardo García-Alarcón, con le voci del Chœur de Chambre de Namur e sette solisti.

“Monteverdi è un compositore che non ha paura di trasformare un mondo che non può vedere davanti a sé e questa è veramente la più grande utopia musicale della storia” ha commentato il Maestro con la stampa, spiegando come l’autore cremonese sia riuscito a immaginare uno dei primi grandi monumenti della musica sacra europea. “In Argentina suonavo Ballo delle Ingrate o L’Orfeo quando avevo 15 anni -ha aggiunto- perciò essere qui oggi a Cremona per me è commovente”.

García-Alarcón ha sottolineato la tensione fra antico e moderno del Vespro nel lavoro con l’ensemble -da lui fondato nel 2005- ed il coro -del quale cura la direzione artistica dal 2010- affrontando l’opera con la consapevolezza che ancora oggi continua a parlare al pubblico raggiungendone l’anima fino all’ultima nota.

Un pubblico composto sia dagli appassionati del repertorio barocco, provenienti dall’Italia e dall’estero per una prima da tutto esaurito, sai dai rappresentanti istituzionali fra cui il sindaco Andrea Virgilio e il vescovo Antonio Napolioni, che hanno raccolto l’invito del sovrintendente Andrea Nocerino a celebrare l’avvio di una rassegna ormai di rilievo decisamente oltre i confini locali.

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