Premio bontà “Attilio Barbieri”: cucina e cultura protagoniste dei progetti inclusivi
Alla Fondazione Città di Cremona i riconoscimenti ai giovani meritevoli in memoria del 16enne partigiano ucciso davanti alla chiesa di San Luca il 26 aprile del 1945
Volontariato, utilità sociale e impegno civile, promozione del territorio, tutela dell’ambiente. Sono i principi fondamentali del premio “Attilio Barbieri”, il riconoscimento intitolato alla memoria del 16enne partigiano cremonese ucciso davanti alla chiesa di San Luca la mattina del 26 aprile 1945 dai tedeschi in ritirata. Il premio, patrocinato dalla Fondazione Città di Cremona, è stato istituito fin dal 1947 per volontà della famiglia Barbieri.
I giovani sono i grandi protagonisti di quei valori di dedizione a una causa di alto valore civile di cui il giovane Attilio è diventato emblema.
Le premiazioni dei ragazzi meritevoli si sono svolte questa mattina presso la sede della Fondazione Città di Cremona alla presenza dei componenti della commissione presieduta dall’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cremona Marina Della Giovanna: in sala, il sindaco Andrea Virgilio, monsignor Ruggero Zucchelli, delegato del vescovo; la professoressa Francesca Di Vita, delegata dalla dirigente del liceo Manin Maria Grazia Nolli, Giuseppe Foderaro, presidente della Fondazione, e l’avvocato Lamberto Ghilardi, presidente e segretario generale di Fondazione Città di Cremona.

La prima a ricevere il premio è stata Lucia Cavagnoli, 26 anni, segnalata dalla Società Cooperativa Varietà di Cremona, il cui presidente è Samuele Lanzi. Il settore è quello del volontariato e dell’utilità sociale. La giovane volontaria è stata coinvolta in prima persona nella raccolta fondi per poter costruire nell’area verde dietro al bar e ristorante Bon Bistrot il Forno del Sorriso, un forno comunitario a disposizione delle diverse realtà presenti sul territorio e degli abitanti del quartiere. Obiettivo del progetto, presentato in collaborazione con le Cooperative Nazareth, Borea e Gruppo Gamma, è riqualificare uno spazio e realizzare un’area sociale presso la quale organizzare laboratori di cucina sostenibile, scambi culturali gastronomici, giornate a tema, pizza party, ma soprattutto momenti di socializzazione con attenzione alle persone con fragilità.

Premiati anche Riccardo Reoletti e Pietro Donida, 20 anni, segnalati dalla Fondazione Occhi Azzurri presieduta da Filippo Ruvioli. Il settore è quello dell’inserimento lavorativo e utilità sociale. Entrambi coinvolti in un tirocinio formativo all’interno del progetto Cucina didattica del ristorante “Slambrutoon” del centro Cr2 Sinapsi, Riccardo e Pietro hanno intrapreso un percorso che va ben oltre l’acquisizione di competenze tecniche sia nelle attività di cucina che nel servizio di sala e bar, contribuendo a creare un ambiente inclusivo e accogliente. Un percorso che ha permesso loro di sviluppare attività pratiche e anche autonomia, consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, tanto che da beneficiari del progetto sono diventati tutor in percorsi inclusivi verso altri ragazzi.

Infine gli studenti delle classi terze e quarte del liceo Manin, segnalati dalla professoressa Barbara Zagni, ideatrice del progetto, e dalla dirigente scolastica Maria Grazia Nolli. Il settore è quello dell’inclusione, della cultura e della cittadinanza attiva.
Dall’anno scolastico 2024-2025 i ragazzi sono stati protagonisti di un laboratorio di cittadinanza attiva, dove la cultura crea un ponte con l’inclusione nell’ambito del progetto “Eventi culturali presso il Piccolo caffè letterario Torriani”. Attraverso lo studio delle fonti, i ragazzi hanno affrontato temi della realtà attuale come la violenza sulle donne, l’immigrazione, la mafia. Ogni evento culturale si è aperto con una presentazione a cui è seguito un dibattito col pubblico e con i ragazzi che lavorano presso il Piccolo caffè letterario Torriani gestito dalla Cooperativa sociale Fratelli Tutti di Cremona.

“La scuola è un laboratorio di cittadinanza attiva”, ha detto la professoressa Zagni, “i ragazzi hanno lavorato davvero con passione ed entusiasmo ed è una grandissima soddisfazione per noi e per loro. Hanno scelto temi di carattere contemporaneo, come ad esempio la violenza di genere. Ci hanno lavorato, hanno presentato il progetto davanti ad un pubblico eterogeneo e alla fine hanno dato vita a dei dibattiti, magari degustando una brioche o bevendo un caffè. Un momento non solo di cultura, ma di condivisione”.
“Bisogna mantenere la memoria di uno studente che ha testimoniato con la sua vita i valori di coraggio, responsabilità e impegno nei confronti della comunità, diventandone un esempio”, ha aggiunto la professoressa Francesca Di Vita.

“E’ un premio di bontà, ma dall’altra parte è un ponte verso il futuro“, ha commentato il presidente della Fondazione Giuseppe Foderaro. “C’è una famiglia che ha perso un figlio e che ha voluto pensare al bene e al meglio di ragazzi che si sono distinti per atti di bontà e di attenzione verso il mondo civile e sociale. Ciò si lega molto all’attività della Fondazione e ci consente di guardare con grandi speranze al futuro.

Questi ragazzi vengono da ambiti estremamente diversi: chi ha fatto volontariato, chi studia e ha approfondito temi di valore civile e sociale, chi realizza opere come il forno del pane. Secondo noi questo è il bello, e ringrazio la famiglia di Attilio Barbieri per aver pensato questo premio in modo molto moderno“.
