Cronaca

Contenzioso Stradivaria – Aria per l’autostrada. A settembre udienza decisiva al tar

Nuova deadline nell'annosa questione della Cremona-Mantova, tra vendita delle azioni di Centropadane e possibile perdita della concessione da parte della partecipata Stradivaria

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E’ il 22 settembre la data che potrebbe segnare una svolta nella controversia che vede impegnate da anni la società Stradivaria (controllata da CentroPadane Spa) e Aria Spa, “azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti”, per il trasferimento della concessione riguardante l’autostrada Cremona Mantova.

E’ prevista in quella data l’ udienza al Tar per risolvere il contenzioso tra le due società pubbliche, dopo che Regione aveva deliberato, ormai diversi anni fa, lo stanziamento di 25 milioni per liquidare Stradivaria e fare acquisire ad Aria il progetto definitivo dell’autostrada. Una cifra non ritenuta congrua da Stradivaria che aveva quindi fatto ricorso al tribunale amministrativo.

Correvano gli anni 2021-2022. Da allora c’è stata la decisione dei soci pubblici di Centropadane Spa, che detiene la maggioranza di Stradivaria, di alienare le rispettive quote, per un valore che da perizia supera i 47 milioni di euro. Come noto, dopo due aste andate deserte, è arrivata attraverso trattativa privata l’offerta non vincolante della newco Strade Veloci srl presieduta da Francesco Bettoni, che a breve – stando alle indiscrezioni – dovrebbe presentare l’offerta vincolante. Una società a cui partecipano soggetti imprenditoriali leader nelle infrastrutture che avrebbe le carte in regola per dare concretezza all’autostrada Cremona-Mantova, ferma da troppi anni al progetto definitivo  (e contestata dagli ambientalisti).

La vera incognita è però il giudizio del Tar del prossimo settembre: se infatti venisse deciso l’indennizzo di Stradivaria e quindi il trasferimento del progetto ad Aria, la società degli enti cremonesi – bresciani vedrebbe decadere la concessione per l’autostrada perdendo così di valore.

Un rebus davanti al quale non resta che aspettare. Certo è che proprio in queste settimane Comune e Provincia di Cremona (insieme agli omologhi bresciani) hanno approvato un nuovo protocollo di intesa che fissa a fine anno 2026 la definizione della cessione delle quote. Quindi, la seconda metà di quest’anno sembra essere davvero decisiva per al sorte dell’infrastruttura.

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