“È tossico”, uscita la prima puntata di una nuova serie di podcast di Quarto Piano
La nuova serie è stata scritta dalla giornalista Beatrice Silenzi, conduttrice radiotelevisiva e collaboratrice del settimanale Mondo Padano
È uscita domenica 7 giugno la prima puntata di È tossico, titolo di una nuova serie di podcast di Quarto Piano, prodotta da Mondo Padano, scritta dalla giornalista Beatrice Silenzi, conduttrice radiotelevisiva e già collaboratrice del settimanale, esperta nell’ambito della comunicazione e dipendenza.
Il progetto nasce, infatti, sulla scia dell’ultimo saggio dell’autrice, dal titolo È tossico. Viaggio nelle dipendenze e nei comportamenti devianti. Ma davvero siamo davvero tutti dipendenti da qualcosa? Che lo si creda o no, la risposta è affermativa.
“La verità è che alla ricerca di possibilità che colmino i nostri vuoti interiori, ognuno di noi può incontrare bellezza e amore ma anche sperimentare situazioni che, da principio possano apparire sane e che con il tempo, si manifestano in tutta la loro pericolosità o drammaticità” conferma Silenzi.
Parlare apertamente di queste dinamiche, significa smettere di giudicare gli altri e iniziare a guardarsi dentro, riconoscendo in ciò che è tossico non solo le sostanze stupefacenti, ma anche tutto quello che si desidera in modo ossessivo e ripetuto. Ovvero, ogni cosa portata all’eccesso, di cui non si può fare a meno determina dipendenza che inficia il benessere dell’essere umano e le sue relazioni.
Droghe, sigarette, caffè, psicofarmaci, sono sostanze tossiche, come lo sono parimenti i comportamenti che toccano l’alimentazione, il gioco, lo shopping, lo sport ed anche il lavoro. Lo è la tecnologia, oggi più invasiva ed invadente che mai.
È per questo che la prima puntata del podcast è dedicata alla dipendenza comportamentale da smartphone.
“Attraverso le ombre del corpo e i labirinti della mente, il podcast racconta storie di fragilità e ne spiega meccanismi e risvolti, per scegliere se fare o rinunciare. Vi aspetto ogni domenica su Spotify e su tutte le piattaforme” conclude Silenzi.