Parco Sartori, parte la raccolta firme per la riqualificazione: “Servono sicurezza, accessibilità e decoro”
Sottoscrizione on line ma anche al Bar Cantuccio, al Belsit, al bar Sole e alla tabaccheria Scaglia: "E' una questione di tutta la città". Tra le principali richieste, la rimozione delle cosiddette "montagnole" realizzate attorno ai campi da basket
Una petizione popolare per chiedere interventi urgenti al Parco Sartori e la rimozione del totem di Piazza Luigi Cadorna. È l’iniziativa promossa dai residenti del Quartiere Po (Q10) di Cremona, che denunciano una situazione di crescente disagio e insicurezza all’interno di uno dei principali spazi verdi della zona. Secondo i firmatari, gli interventi di riqualificazione realizzati negli ultimi anni non avrebbero prodotto i risultati attesi. Al contrario, alcune scelte progettuali avrebbero limitato la fruibilità del parco e creato nuove criticità, soprattutto per famiglie, anziani e persone con disabilità.
La petizione richiama esplicitamente il progetto di riqualificazione del Parco Iginio Sartori, finanziato attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del programma NextGenerationEU. L’intervento prevedeva una serie di opere finalizzate alla valorizzazione dell’area: la realizzazione di due campi da basket regolamentari, un percorso per runner in terra battuta, aree di sosta e ristoro, un nuovo impianto di illuminazione a Led, una postazione bike-stop e il raffittimento delle alberature. I residenti sostengono tuttavia che esista una forte discrepanza tra gli obiettivi dichiarati del progetto e lo stato attuale del parco.
Tra le principali richieste avanzate all’Amministrazione comunale figura la rimozione delle cosiddette “montagnole” realizzate attorno ai campi da basket. Secondo i cittadini, questi rialzi in terra impediscono una visione completa dell’area e rappresentano un potenziale pericolo per i bambini più piccoli.
Particolare attenzione viene posta anche sul tema dell’accessibilità. I vialetti ricoperti di ghiaia vengono indicati come una barriera architettonica che rende difficoltoso il passaggio di persone in carrozzina, anziani e genitori con passeggini. La petizione chiede quindi una sistemazione dei percorsi per garantire una piena fruizione del parco a tutte le categorie di utenti.
Al centro delle segnalazioni anche lo stato degli arredi e delle attrezzature. I firmatari chiedono la messa in sicurezza dei tavoli in legno, giudicati deteriorati e potenzialmente pericolosi, oltre alla manutenzione e all’integrazione delle aree gioco dedicate ai bambini. Tra le richieste compare inoltre l’installazione di nuove panchine collocate in zone ombreggiate, ritenute essenziali per favorire la socializzazione e il ristoro dei frequentatori, soprattutto durante i mesi estivi.
Un altro tema evidenziato dai residenti riguarda la sicurezza. La petizione sollecita il potenziamento dell’illuminazione pubblica e l’installazione di un sistema di videosorveglianza collegato alla rete cittadina, con l’obiettivo di contrastare atti vandalici e aumentare la percezione di sicurezza.
Viene inoltre segnalata la situazione della struttura destinata ai servizi igienici nell’area di via Navaroli. Dopo la rimozione della giostra, il manufatto sarebbe rimasto in stato di abbandono, con conseguenti problemi di degrado e decoro urbano. I cittadini chiedono quindi la sua eliminazione definitiva oppure un intervento radicale di recupero accompagnato da un piano di manutenzione costante.
La petizione non si limita al Parco Sartori. I residenti chiedono infatti anche la rimozione o lo spostamento del totem collocato nell’aiuola di Piazza Luigi Cadorna. Secondo i promotori, la struttura ostacolerebbe la visuale della storica fontana e comprometterebbe la prospettiva urbana verso il centro cittadino per chi arriva da Viale Po, incidendo negativamente sul decoro della piazza.
Nelle conclusioni del documento emerge una forte richiesta di tutela delle risorse pubbliche. I firmatari ritengono che eventuali interventi correttivi dovuti a errori di progettazione o di esecuzione non debbano gravare sulle casse comunali, ma essere imputati ai soggetti responsabili dei lavori attraverso gli strumenti previsti dai contratti e dalle penali d’appalto.
La petizione si chiude con la richiesta di un sopralluogo tecnico e di un confronto con l’Amministrazione comunale, affinché il Parco Sartori possa tornare a essere un luogo pienamente sicuro, accessibile e vivibile per tutti i residenti del Quartiere Po.