Tanta Robba Festival, Frassi: “Difesa diritti delle donne chiede presa di posizione”
La consigliera comunale del Pd risponde alle dichiarazioni del collega Alessandro Portesani
Continuano le polemiche sul Tanta Robba Festival, e sull’attacco del consigliere comunale Alessandro Portesani. A intervenire è Simona Furassi, consigliere comunale del Pd. “Leggo con sbalordimento che per il collega (Portesani, ndr) “aver avviato un confronto preliminare con le consigliere comunali del Partito Democratico Loffi e Frassi, ritenute sensibili ai temi del rispetto e della tutela della dignità delle donne, prima del deposito formale dell’atto”, sia inviare un’email alle suddette, senza che tale supposto confronto sia in essere. L’uso del tempo verbale passato da’ una dimensione cronologica falsata al comunicato stampa”.
Non è tutto: “Inserire poi che “possa esserci un’iniziativa trasversale, sobria e non strumentale finalizzata semplicemente a chiedere chiarezza all’Amministrazione” è quanto meno irrituale nella forma, come ho sopra riferito, e totalmente irrispettoso nei confronti delle colleghe consigliere, dal momento che Portesani stesso – di fatto – ricorre in modo strumentale ai nomi due attiviste dei diritti delle donne” continua Frassi.
“La difesa dei diritti delle donne non si gioca in occasione di un evento, ma chiede uno schieramento senza se e senza ma: la citata cultura del consenso e il contrasto alla violenza maschile sulle donne sono ben altro. E non credo di dover giustificare in questa sede la mia militanza più che decennale.
La volontà di Portesani è chiarissima: entrare nel merito della valenza dei finanziamenti pubblici del Tanta Robba Festival, asserendo che il tema non sia la censura quanto “le valutazioni preventive” della programmazione artistica e i “criteri adottati nella selezione degli artisti”. Mi chiedo, cosa sia – a questo punto – la censura se non chiedere di cassare eventi, i cui contenuti siano ritenuti lesivi, a vario titolo.
Da ultimo, mi domando perché non ho visto il collega schierarsi apertamente contro le azioni intraprese a livello centrale che – di fatto – stanno facendo arretrare culturalmente la società su posizioni che, in tema di educazione, negano la creazione di nuove generazioni consapevolmente formate alle relazioni sane, alla reale cultura del rispetto dell’alterità, dotate di strumenti di critica e di scelta” conclude la consigliera.