Cronaca

Preso a calci e pugni dopo una lite in un locale, “è sfregio permanente”: 6 anni e 8 mesi

Condanna per l'imputato, un albanese a processo con il rito abbreviato condizionato alla perizia medico legale. Vittima, un 41enne affetto da schizofrenia

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Sussiste il reato di sfregio permanente, per il giudice, che ha condannato Artur, albanese di 57 anni, pluripregiudicato per reati di droga, contro il patrimonio e contro la persona, ad una pena di sei anni e otto mesi (otto mesi in più rispetto a quanto chiesto dal pm) per il pestaggio di due anni fa all’Antico Borgo in via dei Cipressi ai danni di un 41enne affetto da schizofrenia. Come risarcimento, è stata disposta una provvisionale di 120.000 euro. A pena espiata, l’albanese, che è già in carcere, sarà espulso.

L’imputato, assistito dall’avvocato Doriano Aiolfi, è stato processato con rito abbreviato condizionato alla perizia stilata per conto del tribunale dal medico legale di Brescia Andrea Verzeletti, che ha accertato le lesioni al volto permanenti della vittima.

Preso a calci e pugni dopo una lite nel locale di Cremona, il 41enne aveva riportato fratture al viso e la parziale perdita della vista.

Alle stesse conclusioni è arrivato anche il medico legale Salvatore Maiorana, consulente della parte civile, rappresentata dall’avvocato Pia Gerevini.

La stessa perizia era stata chiesta dal tribunale in composizione collegiale davanti al quale è a processo ordinario il coimputato, Mario, detto Miri, 43 anni, albanese, assistito dall’avvocato Fabio Galli. In questo caso l’udienza è fissata al prossimo 16 giugno.

L’episodio di violenza risale al 27 luglio 2024. Quella sera la vittima del pestaggio si era avvicinata al bancone per prendere una bottiglia d’acqua. Lì c’erano quattro amici: tre uomini e una donna. Il 41enne aveva sostenuto di averli sentiti parlottare tra loro e di averli sentiti prenderlo in giro. Lui aveva reagito, sferrando “uno scappellotto sulla testa” a uno dei tre uomini. Questi non aveva fatto nulla, ma i suoi due amici gli erano piombati addosso con una volenza inaudita, spaccandogli la faccia a forza di calci e pugni. Da allora il 41enne, che ha anche perso due denti e le diottrie: 4 da un occhio, 3 dall’altro, vive con una placca di titanio nella fronte e le viti negli zigomi.

Le indagini su quanto accaduto erano state svolte dagli agenti della Mobile che erano arrivati ad identificare i due imputati, che si erano già resi protagonisti di una rissa scoppiata nello stesso locale il 18 gennaio dell’anno scorso. In quell’occasione era rimasto ferito un uomo di 68 anni che se l’era cavata con dieci giorni di prognosi.

Per il pestaggio del luglio del 2024, le attenzioni degli inquirenti, oltre ovviamente alle immagini delle telecamere interne del locale, si erano concentrate sulla donna del gruppo, un’albanese già conosciuta. Dall’analisi dei suoi profili social e della sua cerchia di amicizie, la polizia era riuscita ad identificare Mario e Artur.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 60 giorni.

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