Manifesto pro-vita rimosso, Cavalli (Pd): “Rispetto della libertà di scelta delle donne”
La consigliera del partito Democratico, medico ospedaliero, spiega le ragioni anche giuridiche che sono state alla base della scelta di rimuovere il cartello anti abortista
La consigliera comunale del Pd Ilaria Cavalli, medico ospedaliero, appoggia la decisione del sindaco Virgilio di rimuovere il cartello che invitava a non abortire, davanti all’ospedale. “Non è la prima volta che le strade della nostra città ospitano manifesti anti-abortisti, ma in questo caso sono ancora meno condivisibili, in quanto il posizionamento si trova proprio di fronte all’accesso di una struttura sanitaria che pratica l’interruzione volontaria di gravidanza.
“Collocare un messaggio di questo tipo nel luogo in cui le donne si recano per esercitare un diritto previsto dalla legge, spesso affrontando un percorso personale già molto complesso e doloroso, non costituisce soltanto l’espressione di un’opinione. Rappresenta, piuttosto, un tentativo di pressione psicologica rivolta direttamente a persone che si trovano in un momento drammatico e di massima vulnerabilità. Questo genere di campagne non si limita a promuovere una posizione culturale o etica, ma trasmette un giudizio su una scelta che lo Stato riconosce e disciplina.
“Personalmente, mi ha sempre messo a disagio vedere quel cartellone ogni giorno recandomi al lavoro.
“Il collega Carotti ha citato la Costituzione a difesa del manifesto Pro Vita, richiamando l’Art. 21 sulla libertà di espressione, nonché gli Artt. 2 e 29 sulla tutela della famiglia. Ma la nostra Carta fondamentale va letta nella sua interezza. La Costituzione, all’Articolo 13, tutela prima di tutto la libertà personale come diritto inviolabile e, all’Articolo 32, il diritto alla salute e alla cura, riconoscendo quest’ultima non solo come assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico e psichico; è chiaro che messaggi volti a colpevolizzare contrastino con questo principio.
“La Legge 194 tutela il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e i presidi pubblici hanno il compito di garantire l’accesso a questo servizio nel rispetto della dignità e della riservatezza delle persone coinvolte. Il ruolo delle istituzioni è quello di assicurare cure adeguate, informazione, assistenza e supporto, evitando di far leva sul senso di colpa o sulla vergogna per influenzare scelte che appartengono alla sfera intima”.
La consigliera spiega poi le ragioni giuridiche che sottostanno alla decisione del sindaco: “La normativa vigente vieta pubblicità lesive delle libertà individuali e dei diritti civili e politici. Il Consiglio di Stato ha inoltre emesso, nel Gennaio 2025, una sentenza che conferma il potere alle amministrazioni comunali di imporre divieti a particolari forme pubblicitarie.
“Il provvedimento è giunto proprio in merito a una controversia legale riguardante il divieto di affissione di manifesti dell’associazione Pro Vita. Una decisione motivata dalla necessità di tutelare il benessere della comunità, evitando comunicazioni pubbliche che possano offendere la riservatezza e i diritti civili.
“È quindi evidente l’incompatibilità di queste campagne nello spazio pubblico, a maggior ragione se collocate davanti a una struttura sanitaria, dove la sensibilità verso l’utenza dovrebbe essere massima. Il rispetto della libertà di scelta e della dignità delle donne non è una questione solo ideologica, ma un principio che le istituzioni hanno il dovere di garantire, affinché chi si trova ad affrontare decisioni personali difficili, possa farlo senza pressioni, giudizi o forme di stigmatizzazione.
“Il Sindaco Virgilio, disponendo la rimozione, non ha compiuto un atto di censura, ma ha applicato con fermezza e coraggio le leggi dello Stato”, conclude Cavalli.