Cronaca

Addio a Taty Almeida, Alac Cremona: “La sua lotta per memoria e giustizia vive ancora”

L'Associazione Latinoamericana di Cremona ricorda Taty Almeida, storica esponente delle Madres de Plaza de Mayo scomparsa nei giorni scorsi

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La scomparsa di Taty Almeida lascia un vuoto profondo non solo in Argentina, ma anche tra le comunità e le persone che in tutto il mondo si riconoscono nei valori della memoria, della verità e della giustizia. A ricordarla è Alac (Associazione Latinoamericana Cremona), che ha voluto dedicarle un commosso omaggio, e ricordare quando l’attivista era stata a Cremona, tanti anni fa.

“Madre di Alejandro Almeida, uno dei 30mila desaparecidos della dittatura militare argentina, Taty Almeida è stata per decenni uno dei volti più conosciuti delle Madres de Plaza de Mayo. La sua storia personale si è intrecciata con quella dell’intero Paese: dal dolore per la scomparsa del figlio è nata una battaglia che ha attraversato generazioni, trasformandosi in una richiesta incessante di verità e giustizia.

“Con il suo sguardo profondo, il suo sorriso enorme e la sua energia instancabile, Taty rappresentava un esempio immenso di coraggio, amore e impegno civile”, ricorda Luciana Elizondo, vice presidente dell’associazione. “Ha saputo trasformare il dolore più grande che una madre possa vivere in una lotta collettiva capace di illuminare generazioni intere”.

Un ricordo particolarmente vivo lega Taty Almeida anche a Cremona. Alcuni anni fa, infatti, l’attivista argentina fu ospite della città nell’ambito di un’iniziativa dedicata ai diritti umani. Un incontro che lasciò un segno profondo sia in lei sia nelle persone che ebbero l’occasione di ascoltarla.

“Era incantata dall’accoglienza ricevuta a Cremona”, racconta Elizodo. “Ricordo ancora la sua emozione durante gli incontri e nei momenti di condivisione con la cittadinanza. Era una persona sempre disponibile, sorridente, capace di trasmettere forza e umanità”.

Per l’associazione latinoamericana cremonese, la figura di Taty Almeida va ben oltre i confini dell’Argentina. La sua testimonianza è diventata un simbolo universale della difesa dei diritti umani e della dignità delle persone.

“Lei ha iniziato cercando suo figlio Alejandro, ma in realtà cercava tutti i desaparecidos, cercava i 30mila. Cercava un mondo più giusto, più libero e più umano”, sottolinea ancora la vice presidente. “Per questo il suo esempio appartiene non solo agli argentini, ma a tutti i cittadini del mondo”.

Alac Cremona ha voluto inoltre esprimere vicinanza alle Madres de Plaza de Mayo, alle Abuelas e a tutte le organizzazioni che da decenni portano avanti una battaglia diventata un punto di riferimento internazionale.

“Ricordarla è quasi un dovere”, conclude Elizondo. “La sua lotta continua a vivere in tutti noi e non morirà mai. Ci lascia in eredità quei tre pilastri che hanno guidato tutta la sua esistenza: memoria, verità e giustizia“.

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