Politica

Questione manifesto pro-vita, Ceraso: “Portare discussione in ufficio di presidenza”

La consigliera comunale invia una lettera al presidente del consiglio comunale Luciano Pizzetti chiedendo di chiarire la trasparenza dei percorsi amministrativi

Maria Vittoria Ceraso
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Riportare il dialogo sulla vicenda del manifesto “Sos Vita” all’interno della sede naturale del Consiglio Comunale: questo quanto ribadisce la consigliera comunale, Maria Vittoria Ceraso (Oggi per Domani), che ha chiesto formalmente l’inserimento della questione all’ordine del giorno dell’Ufficio di Presidenza, già convocato per martedì prossimo.

“All’inizio del mandato il Sindaco Andrea Virgilio ha giustamente dichiarato che lo scarto risicato emerso dalle urne lo avrebbe responsabilizzato a costruire un rapporto profondo e collaborativo con l’opposizione, ricordando che Cremona deve essere una città aperta al confronto tra visioni e culture diverse” sottolinea Ceraso.

“Ritengo che l’intenzione espressa in queste ore di affrontare il tema della rimozione del manifesto pro-vita unicamente in un chiarimento politico ristretto alla sua coalizione entri in aperta contraddizione con quei propositi. Il Sindaco è il sindaco di tutti i cremonesi, non solo di una parte politica, e ha il dovere istituzionale di confrontarsi con tutte le componenti del Consiglio, specialmente su temi che toccano la sensibilità della nostra comunità.

Non serve un vertice di maggioranza per regolare i conti interni, ma un chiarimento trasparente nelle sedi istituzionali. La mancanza di un confronto preventivo ha generato una complessa frattura politica e amministrativa che ora va ricomposta con senso di responsabilità”.

Nella lettera inviata al presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pizzetti, Ceraso evidenzia come l’Ufficio di Presidenza costituisca “la sede istituzionale primaria per la tutela delle prerogative di ciascun Consigliere e dei diritti delle minoranze, nonché il luogo deputato a garantire la trasparenza e la legittimità dei percorsi amministrativi e politici dell’Ente”.

Secondo la consigliera in quella sede si dovranno chiarire alcune questioni tecniche, a partire dal rispetto della separazione dei poteri (Art. 107 Tuel): “La verifica dei limiti delle competenze dell’organo politico rispetto alla gestione contrattuale e ordinaria riservata in via esclusiva alla dirigenza, con particolare riferimento alle modalità di intervento diretto nei confronti della società concessionaria delle affissioni” illustra.

Le altre questioni contenute nella missiva sono: “Il principio di motivazione e trasparenza degli atti: La necessità che ogni provvedimento limitativo della diffusione di messaggi pubblici risponda ai requisiti dell’art. 3 della Legge 241/1990 e si fondi su criteri oggettivi e predeterminati dai regolamenti comunali vigenti; la tutela del pluralismo e dell’Articolo 21 della Costituzione: la valutazione della natura informativa e di supporto per le donne in stato di fragilità del messaggio rimosso, a garanzia della neutralità degli spazi pubblici e della libertà di espressione di realtà associative legittimamente riconosciute; la prevenzione del rischio di contenzioso patrimoniale: L’esame dei profili di rischio economico o di danno indiretto legati a possibili controversie legali promosse dai soggetti terzi titolari dello spazio pubblicitario pagato”.

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